martedì 20 marzo 2012

Attendo

Oggi mi sono seduta e mi sono messa ad aspettare.
Credo che aspetterò ancora un po'.

Oggi mi sono seduta e ho pensato "aspetterò che i tempi siano colmi".
E' stato un pensiero semplice e rassicurante perché implica che non tutto dipende da noi, che da qualche parte, là fuori, c'è un uccello giraviti che stringe una giuntura di qua e una vite di là e forse è lui che fa girare il mondo, o se non altro contribuisce più di noi.
Questo non è un inno all'inerzia, sono sempre una convinta fautrice delle filosofie che vedono l'impegno alla base del successo, ma oggi non farò nulla, attenderò che i tempi siano colmi, imparerò la pazienza che è forse la cosa più dura da imparare, imparerò il tempismo, e soprattutto non farò niente, perché, -ora lo so-, ci sono momenti in cui la migliore azione è l'assenza di azione, che tuttavia è azione anch'essa se scelta coscientemente.



note linguistiche
  1. Malgrado mi piacerebbe esserne l'ideatrice devo dire che l'immagine dell'uccello che gira le viti del mondo non è mia ma di Haruki Murakami 
  2. L'espressione i tempi sono colmi è biblica, gli ebrei immaginavano il tempo come una grande clessidra, quando questa si colmava andava girata. Dire che i tempi sono colmi equivale grossomodo a dire che i tempi sono maturi, ma mi piace di più l'espressione ebraica con tutte le risonanze positive che scatenano nella mia testa: colmo, abbondante, seni e ventri colmi, vita che nasce, ricchezza e fertilità, ecc...

    P.S.
    Lo sapevate che ogni singola parola od espressione scatena una serie di rimandi emotivi e/o logici all'interno del nostro cervello? Un po' come una mosca che cadendo in un determinato punto della tela del ragno la fa vibrare in un determinato modo che solo il ragno avverte e sa interpretare. Il nostro cervello purtroppo non è abile quanto il ragno e spesso noi usiamo le parole a vanvera facendo violenza alla lingua o agiamo in un determinato modo influenzati da certe parole e la pubblicità ci fa da padrona. Non ci credete? Allora perché mai nei menù dei ristoranti viene proposta l'anatra selvaggia in crema di mais e non l'anatra selvatica con la polenta? ;-)

8 commenti:

  1. A chi lo dici: io nel mondo delle parole mi ci perdo ogni istante, a volte in modo dolce, a volte in modo furioso... Del resto è il mio sangue: al posto dei globuli ho miliardi di microlettere dell'alfabeto...

    Quanto a inerzia-impegno, anch'io cerco di pormi a metà: da un lato leggermente fatalista, dall'altro convintissimo che le cose le facciamo accadere NOI.
    Anche sull'atteggiamento di fondo, non riesco a decidermi per nessuno dei due estremi: ho una calma e una perseveranza che nel mio romanzo ho chiamato (citando Rilke) "la pazienza dell'albero", ma nel contempo sono ansioso e impaziente come un bambino a cui si è fatta una promessa.
    Spero che i miei due lati opposti possano continuare a convivere, senza sfociare in schizofrenia acuta... :)
    Un abbraccio, mia nuova cara amica!

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    1. non credo che sfoceranno nella schizzofrenia, tutto sommato gli esseri umani un po' più progrediti degli uomini primitivi (e molti ci circondano ancor'oggi) tendono a far conesistere in sé contraddizioni ed opposti.

      Tornando al post ritengo che la cosa più difficile sia saper attendere che i tempi siamo maturi, non c'è nulla come il notare una giusta amministrazione della pazienza in qualcuno che gli faccia guadagnare il mio rispetto, per me è durissima, io sono impulsiva di natura!!!

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  2. per farla pagare di più!!!
    Scherzo: gran belle le immagini che evochi.
    Ti consiglierei di leggere le Ecclesiaste (anche conosciuto come Qoelet): "c'è un tempo per vivere e uno per morire; un tempo per piantare e un tempo per far crescere; un tempo per costruire e un tempo per distruggere..." ma forse già le conosci!!!

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    1. non mi crederai, ho il libricino ma devo ancora leggerlo. OK, tutti ce l'hanno, basta avere una Bibbia, ma a me mio papà ha regalato il libretto specifico chiedendomi di leggerlo, presto lo farò :-)

      Riguardo alla tua battuta purtroppo hai perfettamente ragione, serve esattamente a farle pagare di più! (chi pagherebbe 6 euro per mangiare un antipasto a base di uno sputo di polenta con sopra un po' di formaggio? eppure in certi ristoranti costa anche di più!), le parole sono potenti e vanno assolutamente trattate con la massima cura sia quando le si scelgono che quando le si ascoltano

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  3. Sai sempre essere stupefacente :)

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    1. nel senso che dò dipendenza? (stupefancente=droga) hahaha, ok, adesso che ho riso solo io della mia freddura posso dirti "grazie" :)

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  4. Non ho ancora letto "L'uccello che girava le Viti del Mondo" , ma mi hai incuriosito...

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