Sono a casa ammalata, così ne ho approfittato per leggere un po', (ho quasi finito i sei libri di Dune) e ho riflettutto su tante tante cose.
Sono rattristata da tante cose che ho visto, donne che continuano a odiarsi al punto da mentirsi e svilirsi... fa male vedere tutto questo e rendersi conto che non si può far nulla per migliorare la loro condizione. A volte vorrei sperare che questo blog possa diventare un modo per urlare a chi ci passa: cerca di volerti bene perché con tutto quel che di sbagliato puoi avere sei comunque una persona e come tale vali, ma poi mi rileggo e mi accorgo che non ho proprio nulla da offrire a chi mi legge. Questo blog è solo una raccolta di miei pensieri che non apporta il minimo miglioramento all'umanità, che non spinge nessuno a cercare di migliorare la sua propria condizione e allora mi prende la tristezza e mi vorrei diversa, vorrei essere in grado di poter offrire qualcosa di buono a chi passa di qua, anche pe sbaglio, così ho deciso che da oggi voglio lasciare una frase breve, un aforisma che sia un inno ala vita e all'automiglioramento ogni volta che passo da qua, perché, chi lo sa, magari a questo punto leggendomi potrebbe accadere che qualcuno sia spinto a prendere la sua vita in mano e a rinnovarla in modo positivo e propositivo per migliorarla, un po' come quando si riordina una stanza.
Forse è solo la febbre che mi fa straparlare, comunque vi lascio una frase da niente che mi è venuta in mente ora; magari domani mi sarà già passata la voglia di continuare, ma per oggi la frase è:
la vita è una splendida avventura oppure non è assolutamente niente, per cui vivete in modo avventuroso :-)
Ricordate che preferisco l'ironia alla serietà e leggete le mie parole con leggerezza.
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martedì 2 ottobre 2012
martedì 25 settembre 2012
Arroganza
Un bambino è semre in grado di stupirvi, farà cose che voi nemmeno immaginate sia possibile che lui faccia, riuscirà laddove nessuno lo pensava possibile e accetterà sfide più grandi di lui senza mai arrendersi.
Un bambino trova vie che non vediamo, le percorre da solo per conseguire i suoi obiettivi (che il più delle volte solo il sentirsi dire quanto è bravo) e reinventa tutto il mondo.
Un bambino si ferma sconfortato di fronte a cose di una semplicità disarmante, resta li ad aspettare che qualcuno lo prenda per mano e lo porti avanti, ha paura di sciocchezze, si fa bloccare da soffi di vento e ha bisogno di noi, del nostro aiuto per procedere.
Quando un bambino si ferma di fronte al compito "troppo difficile" di leggere una parola o l'ora, di allacciarsi le scarpe, di imparare una filastrocca, le tabelline, a contare i soldi chi cazzo siamo noi per dire che non ci arriva, che è un fallito, che è stupido?
Non avete nemmeno idea del fastidio che mi danno gli arroganti che si comportano così!
Un bambino trova vie che non vediamo, le percorre da solo per conseguire i suoi obiettivi (che il più delle volte solo il sentirsi dire quanto è bravo) e reinventa tutto il mondo.
Un bambino si ferma sconfortato di fronte a cose di una semplicità disarmante, resta li ad aspettare che qualcuno lo prenda per mano e lo porti avanti, ha paura di sciocchezze, si fa bloccare da soffi di vento e ha bisogno di noi, del nostro aiuto per procedere.
Quando un bambino si ferma di fronte al compito "troppo difficile" di leggere una parola o l'ora, di allacciarsi le scarpe, di imparare una filastrocca, le tabelline, a contare i soldi chi cazzo siamo noi per dire che non ci arriva, che è un fallito, che è stupido?
Non avete nemmeno idea del fastidio che mi danno gli arroganti che si comportano così!
amarezza
Viviamo in uno Stato in cui è più conveniente essere disonesti che onesti, dove le speranze vengono uccise prima ancora di nascere, dove la gente non sgna più, dove per molti versi ci è stato tolto anche l'ultimo barlume di umanità. Sono riusciti laddove i campi di concentramento avevano fallito, stiamo smettendo di sentirci uomini e donne.
venerdì 29 giugno 2012
invidia
C'è un'invidia buona e un'invidia cattiva.
L'invidia buona è quella che si prova quando si vede che qualcuno ha qualcosa di bello e lo vorremmo anche noi.
Che bello il giardino del mio vicino, ne voglio anch'io uno così ben tenuto, devo proprio impegnarmi per riuscirci, adesso vado a comprare un po' di fiori e piante e mi metto subito al lavoro!
Che vacanza fichissima, avessi risparmiato ora potrei andare anch'io, l'anno prossimo mi impegnerò di più in modo da farcela!
L'invidia buona ci sprona a dare il massimo per ottenere il meglio.
L'invidia cattiva è quella che di fronte alla constatazione di un qualcosa di bello che appartiene a un altro lo si vorrebbe distruggere
Ma com'è possibile che abbia un giardino così bello? Domani è prevista tempesta, chissà che glielo distrugga tutto!
Che vacanza fichissima che fa, chissà come ha fatto a guadagnarsela, spero proprio che gli vada male che non se la meritava.
L'invidia cattiva ci peggiora perché invece di spingerci a dare il massimo cava fuori da noi i pensieri e le intenzioni peggiori, quasi che il nostro stato dipendesse da come va la vita agli altri.
Io non ho sempre avuto una vita semplice, ma non c'è stato un momento in cui abbia desiderato distruggere qualcosa di bello che un altro si era guadagnato, persino alle elementari quando arrivò in classe mia una ragazzina che regolarmente era migliore di tutti per quanto arrabbiata e frustrata non mi sono mai sognata di metterla in cattiva luce con la maestra.
Ovvio che di fronte alla raccomandazione e al guadagno ingiusto mi arrabbio, ma mai, nemmeno per un istante mi è passato per la testa di arrabbiarmi e augurare male al mio amico che ha pubblicato un libro che vende benissimo, ecco perché leggendo che in molti l'hanno fatto ci son rimasta male.
"Ti perdonano tutto tranne il successo" ha detto lui e io mi sono intristita, non tanto per ciò che ha subito, ma perché esiste gente che si fa così accecare dall'invidia da risultare crudele e meschina.
L'invidia buona è quella che si prova quando si vede che qualcuno ha qualcosa di bello e lo vorremmo anche noi.
Che bello il giardino del mio vicino, ne voglio anch'io uno così ben tenuto, devo proprio impegnarmi per riuscirci, adesso vado a comprare un po' di fiori e piante e mi metto subito al lavoro!
Che vacanza fichissima, avessi risparmiato ora potrei andare anch'io, l'anno prossimo mi impegnerò di più in modo da farcela!
L'invidia buona ci sprona a dare il massimo per ottenere il meglio.
L'invidia cattiva è quella che di fronte alla constatazione di un qualcosa di bello che appartiene a un altro lo si vorrebbe distruggere
Ma com'è possibile che abbia un giardino così bello? Domani è prevista tempesta, chissà che glielo distrugga tutto!
Che vacanza fichissima che fa, chissà come ha fatto a guadagnarsela, spero proprio che gli vada male che non se la meritava.
L'invidia cattiva ci peggiora perché invece di spingerci a dare il massimo cava fuori da noi i pensieri e le intenzioni peggiori, quasi che il nostro stato dipendesse da come va la vita agli altri.
Io non ho sempre avuto una vita semplice, ma non c'è stato un momento in cui abbia desiderato distruggere qualcosa di bello che un altro si era guadagnato, persino alle elementari quando arrivò in classe mia una ragazzina che regolarmente era migliore di tutti per quanto arrabbiata e frustrata non mi sono mai sognata di metterla in cattiva luce con la maestra.
Ovvio che di fronte alla raccomandazione e al guadagno ingiusto mi arrabbio, ma mai, nemmeno per un istante mi è passato per la testa di arrabbiarmi e augurare male al mio amico che ha pubblicato un libro che vende benissimo, ecco perché leggendo che in molti l'hanno fatto ci son rimasta male.
"Ti perdonano tutto tranne il successo" ha detto lui e io mi sono intristita, non tanto per ciò che ha subito, ma perché esiste gente che si fa così accecare dall'invidia da risultare crudele e meschina.
sabato 2 giugno 2012
Come tutti...
Nella mia vita mi sono circondata di perfetti idioti ed emeriti imbecilli, ma ho anche conosciuto e apprezzato persone buone, intelligenti, reative e stimolanti. Non dimentico né i primi né i secondi, entrambi han fatto di me ciò che sono.
Ho commesso molti errori e ho compiuto scelte difficili in modo corretto quando altri non ci sarebbero riusciti, solo in questo modo sono arrivata dove sono, grazie agli errori e alle scelte corrette, non rinnego nulla.
Mi sono ubriacata, sono rimasta lucida quando tutti scleravano, ho riso e pianto, ho scritto e ho smesso di scrivere e ho ricominciato a scrivere, ho reso i miei genitori orgogliosi di me e li ho anche resi tristi e preoccupati per me. Ho disegnato arrabbiandomi per non riuscire a mettere sul foglio ciò che provavo e vedevo, ho amato, ho odiato, ho disprezzato, me ne sono fregata, ho dato l'anima per cause giuste e per cause sbagliate, mi sono impegnata fino in fondo, ho contemplato estasiata, mi sono immersa nella natura, ho nuotato nuda, ho ascoltato musica urlando, sono corsa in bici lontana da tutto e tutti sperando di non vedere più nessuno, ho sognato la fine dell'umanità e ho amato anche i peggiori.
La sapete una cosa? Alla fine non ho fatto nulla di diverso da ciò che hanno fatto tutti e va bene così :-)
Ho commesso molti errori e ho compiuto scelte difficili in modo corretto quando altri non ci sarebbero riusciti, solo in questo modo sono arrivata dove sono, grazie agli errori e alle scelte corrette, non rinnego nulla.
Mi sono ubriacata, sono rimasta lucida quando tutti scleravano, ho riso e pianto, ho scritto e ho smesso di scrivere e ho ricominciato a scrivere, ho reso i miei genitori orgogliosi di me e li ho anche resi tristi e preoccupati per me. Ho disegnato arrabbiandomi per non riuscire a mettere sul foglio ciò che provavo e vedevo, ho amato, ho odiato, ho disprezzato, me ne sono fregata, ho dato l'anima per cause giuste e per cause sbagliate, mi sono impegnata fino in fondo, ho contemplato estasiata, mi sono immersa nella natura, ho nuotato nuda, ho ascoltato musica urlando, sono corsa in bici lontana da tutto e tutti sperando di non vedere più nessuno, ho sognato la fine dell'umanità e ho amato anche i peggiori.
La sapete una cosa? Alla fine non ho fatto nulla di diverso da ciò che hanno fatto tutti e va bene così :-)
lunedì 14 maggio 2012
Varie ed eventuali su di me
Se vuoi sapere qualcosa da me chiedimelo, farai prima ed eviterai la figuraccia di fatti sorprendere a fare l'investigatore privato, perché tanto io ti vedrò e il mio sorriso ti sarà insopportabile.
Se hai bisogno di un favore chiedimelo, se posso te lo farò, anche se ti porto rancore non vuol dire che vada a cercare vendetta.
Sono distratta, se vuoi che ti saluti fatti notare, se vuoi qualcosa dimmelo a chiare lettere, se non ti piace qualcosa che faccio o dico fammelo presente in modo inequivocabile, non esistono altre possibilità di comunicare con me: sono troppo, davvero troppo addormentata.
Sono diretta perché è così che vorrei che gli altri fossero con me.
Se hai voglia di insultare ricorda che son portata a rispondere e generalmente NON vale la legge fisica che ad ogni azione corrisponde una rezione uguale e contraria, io non sono molto brava a misurare.
Tendo a dare molto, tendo a pretendere molto, è per questo che relazionarsi con me è difficile.
Ho un carattere complicato.
E mi piace.
Se hai bisogno di un favore chiedimelo, se posso te lo farò, anche se ti porto rancore non vuol dire che vada a cercare vendetta.
Sono distratta, se vuoi che ti saluti fatti notare, se vuoi qualcosa dimmelo a chiare lettere, se non ti piace qualcosa che faccio o dico fammelo presente in modo inequivocabile, non esistono altre possibilità di comunicare con me: sono troppo, davvero troppo addormentata.
Sono diretta perché è così che vorrei che gli altri fossero con me.
Se hai voglia di insultare ricorda che son portata a rispondere e generalmente NON vale la legge fisica che ad ogni azione corrisponde una rezione uguale e contraria, io non sono molto brava a misurare.
Tendo a dare molto, tendo a pretendere molto, è per questo che relazionarsi con me è difficile.
Ho un carattere complicato.
E mi piace.
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giovedì 10 maggio 2012
Varie ed eventuali sulla felicità
- Non ricordo dove l'ho letto, ma so che quando pieghiamo le nostre articolazioni iniziamo ad azionare un meccanismo che dopo circa una ventina di minuti di movimento libera endorfine (gli ormoni della felicità.
Sarà per questo che camminare mette tanto di buonumore? Sarà per questo che stamane ero depressa e dopo tre ore in monopattino mi sento rinata?
Non lo so, ma muoversi è bello, soprattutto se lo si fa in un bel parco :-) - Io non so cosa spinga la gente a prendersi in giro raccontandosi frottole, ma quando provo a dirmi che sono felice anche se non è vero mi faccio sempre del male. C'è poco da fare: il dolore va affrontato e accettato, solo attraversandolo lo si supera, è dura e nessuno ha il diritto di spingerci verso il dolore, ma noi dovremmo autonomamente scegliere di non ignorarlo o rischiamo di svegliarci nel cuore della notte sommersi di dubbi e paure.
- Rispetto. Solo nel rispetto proprio e altrui ci può essere felicità.
- Devo imparare a conoscermi giorno dopo giorno, devo imparare ad ascoltarmi, devo imparare a dirmi chiaramente cosa e perché mi fa star bene e mi fa star male in modo autentico
domenica 15 aprile 2012
salvagenti
Cosa si deve fare quando si vede una persona che affoga? Semplice, le si lancia un salvagente.
Perché non può essere così semplice quando si vede una persona affogare nel mare della vita? Perché non si può gettare un salvagente di buonsenso a chi affoga nelle stronzate che dice e/o pensa?
Voglio raccontarvi una favola che forse tutti voi già conoscerete, è la favola della piccola fiammiferaia.
C'era una volta un'orfanella così povera che per campare era costretta a vendere per pochi soldi scatole di fiammiferi, Quelle scatole di fiammiferi rappresentavano le buone idee e le potenzialità che lei aveva che andava a svendere ringraziando chi gliele comprava e mentre diventava sempre più povera, sempre più arida, con sempre meno luce interiore.
Una notte però aveva tanto freddo che decise di usare un po' di quella calda luce per cercare il modo di salvarsi, ecco allora che accese un fiammifero e vide una bella casa illuminata e calda con l'albero di Natale fatto e sotto tanti bei doni incartati, insomma: la sua capacità creativa era ridotta a raccontarsi sciocchezze certa che ciò l'avrebbe scaldata. Se avesse deciso di muoversi per tempo forse avrebbe potuto pensare di rimpinguare la sua luce, di creare un caldo fuoco, di attingere all'esterno per ottenere qualcosa, ma non lo fece, imagino qualcosa di vacuo e irreale, una realtà che non era la sua. La fiammiferaia immaginava che quel che sognava era la realtà, ma ovviamente questa sua convinzione non era sufficiente e intanto l'inverno la gelava.
E infatti il fiammifero si spegne presto e subito ne deve accendere un altro, così lo sfrega e ora vede la tavola imbandita di ogni ben di Dio e sente le carole e tutto l'allegro chiacchiericcio, la neve non cade più sui suoi capelli, ma fuori dalla bella casa dove si trova. Ecco: un'altra occasione di usare la propria luce in modo costruttivo è svanita e l'illusione creata ad arte scalda, ma solo per un poco, come tutte le balle che ci si racconta per convincersi che si è felici nonostante tutto che quel che si ha è quel che si vuole ecc...
Come ben sapete le rimane solo il terzo fimmifero, starà alla piccola fiamiferaia scegliere cosa farne: lo userà in modo costruttivo o lo sprecherà come gli altri? Io voglio sperare che anche se tardivamente attinga a quel che resta delle sue risorse per fare qualcosa di buono, ma già so che non sarà così: lo accenderà a vuoto e sognerà della nonna che se la prenderà e porterà in Paradiso dove la piccola continuerà a sognare mentre in realtà è morta e stecchita senza più risorse, senza più speranza, senza più vita.
Cosa si deve fare quando si vede qualcuno gettare la propria vita alle ortiche? Quali sono i salvagenti che si devono usare con chi si ammazza a furia di raccontarsi balle? Io non lo so, davvero non lo so, ma provo grande pietà.
favola liberamente tratta da "Donne che corrono coi lupi"
Perché non può essere così semplice quando si vede una persona affogare nel mare della vita? Perché non si può gettare un salvagente di buonsenso a chi affoga nelle stronzate che dice e/o pensa?
Voglio raccontarvi una favola che forse tutti voi già conoscerete, è la favola della piccola fiammiferaia.
C'era una volta un'orfanella così povera che per campare era costretta a vendere per pochi soldi scatole di fiammiferi, Quelle scatole di fiammiferi rappresentavano le buone idee e le potenzialità che lei aveva che andava a svendere ringraziando chi gliele comprava e mentre diventava sempre più povera, sempre più arida, con sempre meno luce interiore.
Una notte però aveva tanto freddo che decise di usare un po' di quella calda luce per cercare il modo di salvarsi, ecco allora che accese un fiammifero e vide una bella casa illuminata e calda con l'albero di Natale fatto e sotto tanti bei doni incartati, insomma: la sua capacità creativa era ridotta a raccontarsi sciocchezze certa che ciò l'avrebbe scaldata. Se avesse deciso di muoversi per tempo forse avrebbe potuto pensare di rimpinguare la sua luce, di creare un caldo fuoco, di attingere all'esterno per ottenere qualcosa, ma non lo fece, imagino qualcosa di vacuo e irreale, una realtà che non era la sua. La fiammiferaia immaginava che quel che sognava era la realtà, ma ovviamente questa sua convinzione non era sufficiente e intanto l'inverno la gelava.
E infatti il fiammifero si spegne presto e subito ne deve accendere un altro, così lo sfrega e ora vede la tavola imbandita di ogni ben di Dio e sente le carole e tutto l'allegro chiacchiericcio, la neve non cade più sui suoi capelli, ma fuori dalla bella casa dove si trova. Ecco: un'altra occasione di usare la propria luce in modo costruttivo è svanita e l'illusione creata ad arte scalda, ma solo per un poco, come tutte le balle che ci si racconta per convincersi che si è felici nonostante tutto che quel che si ha è quel che si vuole ecc...
Come ben sapete le rimane solo il terzo fimmifero, starà alla piccola fiamiferaia scegliere cosa farne: lo userà in modo costruttivo o lo sprecherà come gli altri? Io voglio sperare che anche se tardivamente attinga a quel che resta delle sue risorse per fare qualcosa di buono, ma già so che non sarà così: lo accenderà a vuoto e sognerà della nonna che se la prenderà e porterà in Paradiso dove la piccola continuerà a sognare mentre in realtà è morta e stecchita senza più risorse, senza più speranza, senza più vita.
Cosa si deve fare quando si vede qualcuno gettare la propria vita alle ortiche? Quali sono i salvagenti che si devono usare con chi si ammazza a furia di raccontarsi balle? Io non lo so, davvero non lo so, ma provo grande pietà.
favola liberamente tratta da "Donne che corrono coi lupi"
domenica 8 aprile 2012
amici
Uno dei compiti dell'amico dovrebbe essere quello di farci presente quando ci stimo per fare del male.
Non penso che un buon amico abbia il diritto di intervenire attivamente, ma credo abbia il dovere di avvisarci per quanto spiacevole e difficile possa essere.
Ora io non voglio dire che chi non ha la forza di dirci che la strada che abbiamo intrapreso sia fallimentare non sia un buon amico, ma di certo chi ci incita a percorrere la strada che abbiamo imboccato pur vendendola fallimentare amico non è.
Conscia di questo tengo a distanza chi mi appoggia incondizionatamente in ogni frangente.
E considerato il giorno: buona Pasqua a tutti voi :-)
Non penso che un buon amico abbia il diritto di intervenire attivamente, ma credo abbia il dovere di avvisarci per quanto spiacevole e difficile possa essere.
Ora io non voglio dire che chi non ha la forza di dirci che la strada che abbiamo intrapreso sia fallimentare non sia un buon amico, ma di certo chi ci incita a percorrere la strada che abbiamo imboccato pur vendendola fallimentare amico non è.
Conscia di questo tengo a distanza chi mi appoggia incondizionatamente in ogni frangente.
E considerato il giorno: buona Pasqua a tutti voi :-)
venerdì 30 marzo 2012
ostentando cultura
Ormai per molti andare a una mostra è semplicemente un modo per poter dire "io ho fatto questo, io ho visto quello".
Poveri artisti, lo avrebbero mai detto che sarebbero diventati una sorta di status simbol?
Continuo a illudermi che non è così, che tutti quelli che vanno in un museo lo fanno perché amano l'arte, ma quando assorta davanti a un quadro di Kandinsky e mi capia di sentire una donna che spiega alla madre: "vedi, tutte queste sono figure falliche, erano molto presenti nei quadri, anche nel Picasso che tengo in cucina la donna ha il naso a forma fallica per indicarne la forza" mi vien spontaneo pensare a un paio di cosette
Poveri artisti, lo avrebbero mai detto che sarebbero diventati una sorta di status simbol?
Continuo a illudermi che non è così, che tutti quelli che vanno in un museo lo fanno perché amano l'arte, ma quando assorta davanti a un quadro di Kandinsky e mi capia di sentire una donna che spiega alla madre: "vedi, tutte queste sono figure falliche, erano molto presenti nei quadri, anche nel Picasso che tengo in cucina la donna ha il naso a forma fallica per indicarne la forza" mi vien spontaneo pensare a un paio di cosette
- il tuo Picasso è una riproduzione o tu sei una cretina
- Picasso in cucina??? Se non altro potevi scegliere per soggetto le sue nature morte a base di ricci di mare, certo sarebbero state menoo note e riconoscibili, mase non altro più adatte!
- Picasso faceva bene a pagare il conto dei ristoranti disegnando sui tovaglioli visto che l'arte quando si raggiunge la notorietà smette di essere solo arte ma diviene innanzitutto businnes.
giovedì 15 marzo 2012
Materia informe, mancanza di volontà e sproloqui
A volte i pensieri restano inerti per anni, poi qualcosa li smuove e iniziano a delinearsi, ma son rimasti fermi per così tanto tempo che ora appaiono come una massa nebulosa e informe che difficilmente si riesce ad esporre a parole; ma un po' alla volta impariamo a riconoscerne i lineamenti e così possiamo iniziare a metterli insieme, una parola dopo l'altra. E' quando avviene questo che mi rendo conto che le parole non servono per pensare, ma aiutano, perché solo mettendo il pensiero in parole riesco a definirne meglio le caratteristiche, a coglierne falle e punti di forza. Ecco perché tengo un blog, per riordinare i miei pensieri in parole.
Fatta questa premessa inizierò qui di seguito ad esporre un pensiero che è ancora in divenire, motivo per cui le mie parole saranno forse poco comprensibili per i più e forse anche per me.
Avete mai pensato che a volte le persone sono terribilmente sollevate di non poter fare ciò che dicono di desiderare più della loro stessa vita?
Mi spiego: io vado in giro a dire che se potessi fare questo e quest'altro mondo, lo dico fondamentalmente perché son parole ed è facile pronunciarle, perché so che le cose andrebbero fatte in quel modo e per tutta una serie di motivazioni che sono ben distanti dal mio reale desiderio di agire in un determinato modo.
"Se io potessi farei il sindaco e risistemerei le strade della città!", già, per fortuna che nessuno mi eleggerebbe, lo sapete che rottura di balle far rifare le strade?
"Amore, se potessi ti seguirei ovunque, anche in capo al mondo!" per fortuna ci sono ottimi motivi per far sì che io non ti segua se tu dovessi decidere di andare a fare il missionario in una landa desolata dell'Africa dove ci sono sparatorie e linciaggio un giorno sì e l'altro anche.
Voglio dire: a parlere siamo bravi tutti, ma a muoversi... beh, quello è una faticata! E spesso fa anche paura.
Allora che facciamo? Parliamo e parliamo e poi malediciamo il mondo e questo e quello per non aver potuto fare ciò che di certo solo le condizioni avverse ci hanno impedito di fare!
Ma non prendiamoci in giro: se non lo facciamo in linea di massima è perché non lo vogliamo fare: io per prima.
Fatta questa premessa inizierò qui di seguito ad esporre un pensiero che è ancora in divenire, motivo per cui le mie parole saranno forse poco comprensibili per i più e forse anche per me.
Avete mai pensato che a volte le persone sono terribilmente sollevate di non poter fare ciò che dicono di desiderare più della loro stessa vita?
Mi spiego: io vado in giro a dire che se potessi fare questo e quest'altro mondo, lo dico fondamentalmente perché son parole ed è facile pronunciarle, perché so che le cose andrebbero fatte in quel modo e per tutta una serie di motivazioni che sono ben distanti dal mio reale desiderio di agire in un determinato modo.
"Se io potessi farei il sindaco e risistemerei le strade della città!", già, per fortuna che nessuno mi eleggerebbe, lo sapete che rottura di balle far rifare le strade?
"Amore, se potessi ti seguirei ovunque, anche in capo al mondo!" per fortuna ci sono ottimi motivi per far sì che io non ti segua se tu dovessi decidere di andare a fare il missionario in una landa desolata dell'Africa dove ci sono sparatorie e linciaggio un giorno sì e l'altro anche.
Voglio dire: a parlere siamo bravi tutti, ma a muoversi... beh, quello è una faticata! E spesso fa anche paura.
Allora che facciamo? Parliamo e parliamo e poi malediciamo il mondo e questo e quello per non aver potuto fare ciò che di certo solo le condizioni avverse ci hanno impedito di fare!
Ma non prendiamoci in giro: se non lo facciamo in linea di massima è perché non lo vogliamo fare: io per prima.
mercoledì 14 marzo 2012
La deposizione
Veronica era abilissima a travisare la realtà e a riraccontarla mettendo l'accento su ciò che più le conveniva. Era da quando era bambina che lo faceva e lo faceva così bene che a un certo punto della sua esistenza si era persino persuasa che sarebbe bastato raccontarsi determinate favole con abbastanza convinzione per vederle diventare vere; così, con una volontà che non avrebbe avuto nulla da invidiare a quella dei superuomini nietzeschiani, aveva iniziato a dirsi che la sua vita era dura per colpa degli altri, che ciò che si era conquistata (e lo aveva fatto da sola) era il meglio che si potesse avere e che non esisteva nessuna migliore di lei.
Forse fu per questo che tutto avvenne senza che nessuno se ne rendesse veramente conto, forse fu perché certe cose la gente non vuole davvero vederle.
:-Cos'è successo di preciso?- le chiese il poliziotto attendendo l'arrivo della psichiatra come era previsto dal regolamento, la donna gli rispose con un attimo di ritardo di troppo, lo sguardo perso a fissare dettagli insignificanti sul calendario alle sue spalle
:-E' stata tutta colpa mia, mi sono di certo meritata tutto questo-
l'agente Nicoli si strofinò il mento con il palmo della mano accingendosi ad ascoltare; la lunga esperienza gli aveva insegnato che esistono due tipi di persone: quelle tubetto di dentifricio che, quasi si vergognassero, dovevano essere invogliate ad esporre i fatti e quelle a tappo di lavandino che una volta avviate non si fermavano più fino a che non avevano svuotato, spesso in modo disordinato, il sacco dei ricordi. La donna che si torceva nervosamente le mani dinnanzi a lui tremando come una foglia apparteneva alla seconda categoria, il poliziotto lo capì, guardò l'orologio e si consolò riflettendo sul fatto che in quell'afoso pomeriggio estivo non c'era poi molto lavoro da sbrigare e questo lo avrebbe aiutato a far passare il turno.
:-Mi dica, mi racconti tutto dal principio- la incoraggiò quindi mentre con la matita picchiettava minuscoli puntini sul block notes
:-Come le dicevo, è stata tutta colpa mia, ma io non volevo sa, non volevo proprio farlo arrabbiare, credo che sia perché ho insistito per andarlo a trovare, per poter stare con lui, sa? Viviamo in un mondo malato e chi è buono spesso non ha quel che si merita, mentre chi se ne frega di tutto e tutti e si preoccupa solo dei fatti suoi ha tutto, prenda il mio ex, per esempio, io vivo solo per i miei figli sa... io non lo so, ma sono una buona madre, di quelle come non ce ne sono più, come una volta, che vivono solo per i figli, non me ne vergogno sa, di non lavorare...
:-Signora, la prego, vada con ordine e racconti i fatti, solo i fatti, va bene?-
:-Certo agente, le dicevo che io sono una donna sola, il mio ex mi ha lasciata per una sciacquetta da niente e così mi son ritrovata sola con i miei due figli, non voglio dire che il mio ex sia una persona cattiva, ma egoista sì, e molto. Così mi ha lasciato con questi due bambini e 1.200 euro di mantenimento mensile, ma capirà, è dura, devo pagarmi l'affitto le bollette e poi mangiare e vestrimi e i soldi non bastano mai. Io sono casalinga, o come preferisco dire io "mamma a tempo pieno" e i miei figli lo sanno e di certo mi amano molto per questo, stravedono anche per il padre, ma mi vogliono un gran bene e io sono contenta che amino anche il padre, però sarebbe più giusto che amassero me, non crede? Giusto, perché sono la mamma... e insomma, non ho un lavoro ma lo sto cercando e non avevo nemmeno un compagno, ma quello poi l'ho trovato. Un calciatore, sa? Era già promettente da ragazzino quando eravamo vicini di casa, oggi poi, è proprio bravo! Gioca nel Genoa, come riserva, certo, ma vuol mettere la soddisfazione? C'è gente che ci prova per tutta la vita senza riuscirci e lui invece ce l'ha fatta! Le dicevo, mi sono trovata questo nuovo compagno, un gran brav'uomo, almeno sino ad oggi, poi però è successo il fattaccio, cioè, non è la prima volta in realtà, ma come le dicevo penso che me lo sono meritata. Era tanto che non ci vedevamo, lui era sempre impegnato le volte che il mio ex veniva a prendere i bambini e poi lui era in ritiro e allora gli ho detto che volevo vederlo e lui ha detto che non poteva, allora gli ho detto che sarei andata io da lui a Verbania, dove c'era il ritiro. Lei lo sa dov'è Verbania? E' molto bella e molto romantica, volevo un po' di tempo con lui, ma lui mi ha detto di no, che doveva stare tutto il tempo con la squadra. Io sono andata lo stesso, ho prenotato una doppia in un albergo stupendo, in riva al lago, ero così eccitata all'idea di trascorrere un po' di tempo col mio uomo! Ma lui si è arrabbiato. Si è arrabbiato molto. Ma vede... è colpa mia!-
La donna si coprì gli occhi gemendo in modo penoso, l'agente provò a confortarla posandole una mano sulla spalla, ma spasmi di dolore la scossero tutta, poi ricomponendosi e asciugandosi il volto fra un gemito e l'altro lei riprese
:-E' stata colpa mia, dovevo capirlo che la squadra viene prima di tutto, invece no, non l'ho ascoltato e lui mi ha punita, ma ha fatto bene, sa? Solo che poi ho pensato ai miei bambini e ho avuto paura per loro, perché io posso anche tollerarli i pugni e le cinghiate, ma loro no... quando mi picchia usa la cintura dal lato della fibbia, è per qeusto che mi ha lasciato questa cicatrice qui sull'occhio... si vede o c'è il sangue sopra?-
chiese mostrando agli occhi pieni di compassione del poliziotto la tempia destra, ma non attese risposta e continuò
:-Mi picchia ormai da mesi, questa sera mi ha anche sfregiato il viso col coltello e io non lo posso più tollerare... lo sa che dopo avermi ridotta così mi ha anche sbattuta fuori dalla sua camera? Lo sa?-
:-La sua camera?-, chiese il poliziotto, -ma i fatti non si erano svolti nella matrimoniale che lei aveva prenotato?-
:-No agente, perché lui non era venuto e così io sono andata da lui e l'ho trovato a cena con quella donna...-
:-A cena in camera?-
:-No, al ristorante e allora l'ho aspettato davanti alla porta della sua camera e lui è arrivato con la donna ed è successo li tutto quanto!-
:-Benissimo-, disse il poliziotto, -allora abbiamo una testimone-
Proprio in quel momento Francesca. la psichiatra del dipartimento, entrò in ufficio bussando delicatamente a lato della porta aperta, era bassa, minuta e nelle mani reggeva una tazza di caffé del bar di fronte, il poliziotto la salutò con educazione facendole cennò di accomodarsi, lei ricambiò il saluto con educazione e disse
:-Agente Nicoli forse è meglio se lei si beve questo caffé scrivendo una bella deposizione mentre io vado di là con la signora a parlare, credo sia meglio risolvere certe faccende fra donne, non crede?-
Aveva una voce pacata e rassicurante e il poliziotto fu felice che fosse arrivata una persona più competente di lui per gestire la situazione, per cui annuì e lasciò che le donne si allontanassero.
Guardò Veronica muoversi zoppicando mentre teneva le scarpe in mano, le sue spalle magrissime che sussultavano, prese il foglio del block notes dove aveva preso qualche appunto distratto, lo strappò, lo appallottolò e lo gettò verso il cestino centrandolo con perizia
:-Cosa voleva quella?- chiese l'agente Monica affacciandosi nel suo studio rumorosa e vivace come sempre
:-Voleva sporgere una denuncia per percosse- rispose Nicoli lieto della presenza della collega
:-Ma se non aveva un graffio!
:-Già, ma era persino convinta di essere stata sfregiata- replicò lui chiudendo la discussione.
Veronica era abilissima a travisare la realtà e a riraccontarla mettendo l'accento su ciò che
più le conveniva. Era da quando era bambina che lo faceva e lo faceva
così bene che a un certo punto della sua esistenza si era persino persuasa che sarebbe bastato raccontarsi determinate favole con abbastanza convinzione per vederle diventare vere, noi non vediamo le cicatrici sul suo volto, ma lei, ogni volta che si specchia sì e non trascorre notte senza che si alzi urlando al ricordo delle violenze subite.
Per quel che si poté constatare la donna non aveva avuto nessuna relazione degna di nota con nessuno dopo che il marito l'aveva lasciata, era solo uscita a cena con un vecchio compagno d'infanzia, lo stesso che aveva iniziato ad assillare convinta di esserne la compagna, lo stesso accusato ingiustamente di violenza e percosse.
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