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martedì 26 giugno 2012

Un altro giorno

La testa infossata nel cuscino e i piedi che sporgevano da sotto il lenzuolo erano i soli indizi della mia presenza nella stanza. Mi ero svegliata da un po', ma non avevo ancora trovato la lucidità necessaria ad alzarmi. Poi, ad un tratto la sveglia suonò ancora e malvolentieri mi tirai su dal letto.
Esistono tanti modi per distruggersi: l'alcool, la droga, il gioco d'azzardo, io mi ero semplicemente lasciata andare, un giorno dopo l'altro.
Avevo perso la voglia di vivere.
Mi strofinai col dorso della mano gli occhi gonfi dal pianto quasi incessante, se mi avessero detto che si può piangere tanto non ci avrei creduto, guardai la sua foto e decisi che era ora di piantarla, che non si poteva più andare avanti così; salii sulla base della finestra, il marmo freddo sotto i miei piedi era piacevole, l'aria era immobile.
"Se mi lanciassi sentirei un vento fresco" fu il mio unico pensiero, ma invece di saltare feci un passo indietro, lo stesso passo che facevo tutti i giorni.


venerdì 18 maggio 2012

Post fantasma


Post fantasma che si autodistruggerà fra un periodo limitato di tempo.

Oggi vi racconterò un fatto in forma di fiaba.

C'era una volta una donna che diceva di essere una grande cuoca, raccontava a tutti che come cucinava lei era una favola e che le sue pietanze erano deliziose e anche se non tutti erano concordi lei non si demoralizzava e continuava imperterrita a raccontare a chiunque come fosse abile a preparare questo o quell'altro piatto. Ma siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi un giorno avvenne un fatto spiacevole, ma andiamo con calma, fatevi raccontare tutto con un po' di ordine.

Avvenne, in un tempo non troppo remoto che un capitano della costa crociera (non so la nave, ma ho dei sospetti) approfittando di una sosta andò a tagliarsi i capelli. I parrucchieri si sa, son dei chiacchieroni e così fra una sforbiciata e una confidenza i due si misero a parlare
:-Mangerete bene in nave! E ad ogni ora! Ricordo che quando son andato in crociera ho messo su una bella pancetta!- principiò il parrucchiere
:-Eh, non mi lagno, non posso davvero lagnarmi, di quelle portate, di quelle delizie e per noi ogni tanto anche la possibilità di fare quache richiesta particolare-
:-Che meraviglia, mangerete di tutto! Un vero paradiso dei golosi!-
:-Sì, sì, di tutto, anche se...-
:-Anche se?-
:-A dirla tutta c'è una cosa che nessuno è mai stato in grado di prepararmi una buona pastiera, sa, io son di napoli e mi manca poter mangiare una buona pastiera, ma anche ricetta alla mano pare che i cuochi non riescano a prepararmela come dico io!-
Immediatamente al parrucchiere venne spontaneo andar con la mente a un'altra confidenza, di una sua cliente, napoletana, che gli aveva spesso aprlato di come la sua pastiera facesse leccare le dita a tutti e per compiacere il ricco cliente disse
:-E dov'è il problema? Servo una cliente napoletana bavissima a cucinare che mi racconta che fa una pastiera da favola, le chiederò di preparavela e ve la farò avere!-
:-Davvero? Ve ne sarei grato!-
L'avrete capito anche voi, la cliente altri non era che la donna che amava vantare le sue abilità culinarie e come il parrucchiere le disse della promessa lei accettò di preparare la torta.
Come fece non lo so, la pastiera è un dolce Pasquale e quello non era il periodo giusto, quindi trovare gli ingredienti non deve essere stata una passeggiata, ma so che in casa aveva grano cotto scaduto e che entro sera al capitano venne fatto avere l'agognato dolce.
Io non so chi fosse quel capitano, ma Schettino è napoletano e due settimane dopo la Concordia affondava... che si fosse trattato di un malore? Chi ha mangiato alla mensa della donna vanitosa afferma che potrebbe essere, io non ho ancora avuto il "piacere" e credo che mai l'avrò, ma forse una nuova luce potrebbe essere gettata sul tragico incidente.

Giusto per puntualizzare, il dialogo è frutto di una mia ipotetica ricostruzione, ma i fatti son veri e che il riso fosse scaduto lo so di per certo per aver letto la data sui barattoli.

giovedì 12 aprile 2012

Gioco di scrittura

Giorgia camminava a piccoli passi affrettati, era buio e non amava muoversi di notte, ma quando faceva tardi al lavoro non poteva farne a meno, così almeno si affrettava. Giorgia era una strega. Aveva iniziato a praticare senza una vera vocazione, mentre frequentava ancora il liceo e le sue compagne si dedicavano ai primi amori.
Giorgia non era attraente e per  non essere tagliata fuori da quel mondo scintillante di cotte e baci rubati aveva iniziato a leggere i Tarocchi e a predire il futuro alle sue avvenenti compagne.
In realtà Giorgia qualcuno l'avrebbe anche potuto trovare, tutto sommato era una ragazza passabile e questo, unito alla sua capacità di respirare, le avrebbe permesso di trovarsi qualcuno, ma lei sapeva che nei suoi occhi non ci sarebbe mai stata quella luce ammirata e rapita che brillava negli occhi dei ragazzi delle sue amiche e questo le avrebbe fatto più male della solitudine.
Esistono donne che da sole non riescono a vivere, che accettano ogni tipo di umiliazione dal partner pur di poter dire "sono fidanzata", "sono sposata", altre invece che preferiscono il rispetto per se stesse al calore di un abbraccio; Giorgia, inutile dirlo, apparteneva alla seconda categoria. Così i Tarocchi erano stati il biglietto d'ingresso a una strada che per paura di un'umiliazione aveva scelto di non percorrere.
Mentre i suoi passi ticchettavano furiosi sull'asfalto...

Avanti, chi vuole provare ad aggiungere una frase, una parola, un proseguo di qualche tipo? Non importa se finirete o meno la storia, aggiungetevi del vostro guardando anche i commenti degli altri, vediamo che ne vien fuori :-) (per qualche giorno allo scopo di rendere il gioco agile toglieràò la moderazione ai commenti)

lunedì 19 marzo 2012

I racconti

Praticamente era da mercoledì che non facevo un pasto degno del nome e il mio peso iniziava a calare sensibilmente. Non ero a dieta: non sono così sciocca da credere nel digiuno come soluzione ai chili di troppo; ero semplicemente al verde. Le poche lire che avevo le avevo investite in un paio di libri e un regalo e ora potevo trascorrere le ore leggendo, ma a stomaco vuoto. Qualcuno potrebbe avere da obiettare sulla mia scelta, ma anche l'anima ha bisogno di nutrimento e quelli erano tempi in cui la mia anima aveva più fame della mia carne.
Sfogliai un'altra pagina, poi un'altra e un'altra e poi accadde: le mie mani si fecero diafane e le unghie cianotiche, il mio peso calò e calò, io mi affinai e allungai e in men che non si dica mi trasformai in un elegante filo blu d'inchiostro sulla pagina d'un libro.
Non lo avreste mai detto eppure è anche così che nascono i racconti:
si legge
si legge
dimentichi di tutto il resto
e alla fine anche noi diventiamo un racconto
spesso neanche di qualità.

mercoledì 14 marzo 2012

La deposizione

Veronica era abilissima a travisare la realtà e a riraccontarla mettendo l'accento su ciò che più le conveniva. Era da quando era bambina che lo faceva e lo faceva così bene che a un certo punto della sua esistenza si era persino persuasa che sarebbe bastato raccontarsi determinate favole con abbastanza convinzione per vederle diventare vere; così, con una volontà che non avrebbe avuto nulla da invidiare a quella dei superuomini nietzeschiani, aveva iniziato a dirsi che la sua vita era dura per colpa degli altri, che ciò che si era conquistata (e lo aveva fatto da sola) era il meglio che si potesse avere e che non esisteva nessuna migliore di lei.

Forse fu per questo che tutto avvenne senza che nessuno se ne rendesse veramente conto, forse fu perché certe cose la gente non vuole davvero vederle.

:-Cos'è successo di preciso?- le chiese il poliziotto attendendo l'arrivo della psichiatra come era previsto dal regolamento, la donna gli rispose con un attimo di ritardo di troppo, lo sguardo perso a fissare dettagli insignificanti sul calendario alle sue spalle
:-E' stata tutta colpa mia, mi sono di certo meritata tutto questo-
l'agente Nicoli si strofinò il mento con il palmo della mano accingendosi ad ascoltare; la lunga esperienza gli aveva insegnato che esistono due tipi di persone: quelle tubetto di dentifricio che, quasi si vergognassero, dovevano essere invogliate ad esporre i fatti e quelle a tappo di lavandino che una volta avviate non si fermavano più fino a che non avevano svuotato, spesso in modo disordinato, il sacco dei ricordi. La donna che si torceva nervosamente le mani dinnanzi a lui tremando come una foglia apparteneva alla seconda categoria,  il poliziotto lo capì, guardò l'orologio e si consolò riflettendo sul fatto che in quell'afoso pomeriggio estivo non c'era poi molto lavoro da sbrigare e questo lo avrebbe aiutato a far passare il turno.
:-Mi dica, mi racconti tutto dal principio- la incoraggiò quindi mentre con la matita picchiettava minuscoli puntini sul block notes
:-Come le dicevo, è stata tutta colpa mia, ma io non volevo sa, non volevo proprio farlo arrabbiare, credo che sia perché ho insistito per andarlo a trovare, per poter stare con lui, sa? Viviamo in un mondo malato e chi è buono spesso non ha quel che si merita, mentre chi se ne frega di tutto e tutti e si preoccupa solo dei fatti suoi ha tutto, prenda il mio ex, per esempio, io vivo solo per i miei figli sa... io non lo so, ma sono una buona madre, di quelle come non ce ne sono più, come una volta, che vivono solo per i figli, non me ne vergogno sa, di non lavorare...
:-Signora, la prego, vada con ordine e racconti i fatti, solo i fatti, va bene?-
:-Certo agente, le dicevo che io sono una donna sola, il mio ex mi ha lasciata per una sciacquetta da niente e così mi son ritrovata sola con i miei due figli, non voglio dire che il mio ex sia una persona cattiva, ma egoista sì, e molto. Così mi ha lasciato con questi due bambini e 1.200 euro di mantenimento mensile, ma capirà, è dura, devo pagarmi l'affitto le bollette e poi mangiare e vestrimi e i soldi non bastano mai. Io sono casalinga, o come preferisco dire io "mamma a tempo pieno" e i miei figli lo sanno e di certo mi amano molto per questo, stravedono anche per il padre, ma mi vogliono un gran bene e io sono contenta che amino anche il padre, però sarebbe più giusto che amassero me, non crede? Giusto, perché sono la mamma... e insomma, non ho un lavoro ma lo sto cercando e non avevo nemmeno un compagno, ma quello poi l'ho trovato. Un calciatore, sa? Era già promettente da ragazzino quando eravamo vicini di casa, oggi poi, è proprio bravo! Gioca nel Genoa, come riserva, certo, ma vuol mettere la soddisfazione? C'è gente che ci prova per tutta la vita senza riuscirci e lui invece ce l'ha fatta! Le dicevo, mi sono trovata questo nuovo compagno, un gran brav'uomo, almeno sino ad oggi, poi però è successo il fattaccio, cioè, non è la prima volta in realtà, ma come le dicevo penso che me lo sono meritata. Era tanto che non ci vedevamo, lui era sempre impegnato le volte che il mio ex veniva a prendere i bambini e poi lui era in ritiro e allora gli ho detto che volevo vederlo e lui ha detto che non poteva, allora gli ho detto che sarei andata io da lui a Verbania, dove c'era il ritiro. Lei lo sa dov'è Verbania? E' molto bella e molto romantica, volevo un po' di tempo con lui, ma lui mi ha detto di no, che doveva stare tutto il tempo con la squadra. Io sono andata lo stesso, ho prenotato una doppia in un albergo stupendo, in riva al lago, ero così eccitata all'idea di trascorrere un po' di tempo col mio uomo! Ma lui si è arrabbiato. Si è arrabbiato molto. Ma vede... è colpa mia!-
La donna si coprì gli occhi gemendo in modo penoso, l'agente provò a confortarla posandole una mano sulla spalla, ma spasmi di dolore la scossero tutta, poi ricomponendosi e asciugandosi il volto fra un gemito e l'altro lei riprese
:-E' stata colpa mia, dovevo capirlo che la squadra viene prima di tutto, invece no, non l'ho ascoltato e lui mi ha punita, ma ha fatto bene, sa? Solo che poi ho pensato ai miei bambini e ho avuto paura per loro, perché io posso anche tollerarli i pugni e le cinghiate, ma loro no... quando mi picchia usa la cintura dal lato della fibbia, è per qeusto che mi ha lasciato questa cicatrice qui sull'occhio... si vede o c'è il sangue sopra?-
chiese mostrando agli occhi pieni di compassione del poliziotto la tempia destra, ma non attese risposta e continuò
:-Mi picchia ormai da mesi, questa sera mi ha anche sfregiato il viso col coltello e io non lo posso più tollerare... lo sa che dopo avermi ridotta così mi ha anche sbattuta fuori dalla sua camera? Lo sa?-
:-La sua camera?-, chiese il poliziotto, -ma i fatti non si erano svolti nella matrimoniale che lei aveva prenotato?-
:-No agente, perché lui non era venuto e così io sono andata da lui e l'ho trovato a cena con quella donna...-
:-A cena in camera?-
:-No, al ristorante e allora l'ho aspettato davanti alla porta della sua camera e lui è arrivato con la donna ed è successo li tutto quanto!-
:-Benissimo-, disse il poliziotto, -allora abbiamo una testimone-
Proprio in quel momento Francesca. la psichiatra del dipartimento, entrò in ufficio bussando delicatamente a lato della porta aperta, era bassa, minuta e nelle mani reggeva una tazza di caffé del bar di fronte, il poliziotto la salutò con educazione facendole cennò di accomodarsi, lei ricambiò il saluto con educazione e disse
:-Agente Nicoli forse è meglio se lei si beve questo caffé scrivendo una bella deposizione mentre io vado di là con la signora a parlare, credo sia meglio risolvere certe faccende fra donne, non crede?-
Aveva una voce pacata e rassicurante e il poliziotto fu felice che fosse arrivata una persona più competente di lui per gestire la situazione, per cui annuì e lasciò che le donne si allontanassero.
Guardò Veronica muoversi zoppicando mentre teneva le scarpe in mano, le sue spalle magrissime che sussultavano, prese il foglio del block notes dove aveva preso qualche appunto distratto, lo strappò, lo appallottolò e lo gettò verso il cestino centrandolo con perizia
:-Cosa voleva quella?- chiese l'agente Monica affacciandosi nel suo studio rumorosa e vivace come sempre
:-Voleva sporgere una denuncia per percosse- rispose Nicoli lieto della presenza della collega
:-Ma se non aveva un graffio!
:-Già, ma era persino convinta di essere stata sfregiata- replicò lui chiudendo la discussione.

Veronica era abilissima a travisare la realtà e a riraccontarla mettendo l'accento su ciò che più le conveniva. Era da quando era bambina che lo faceva e lo faceva così bene che a un certo punto della sua esistenza si era persino persuasa che sarebbe bastato raccontarsi determinate favole con abbastanza convinzione per vederle diventare vere, noi non vediamo le cicatrici sul suo volto, ma lei, ogni volta che si specchia sì e non trascorre notte senza che si alzi urlando al ricordo delle violenze subite.
Per quel che si poté constatare la donna non aveva avuto nessuna relazione degna di nota con nessuno dopo che il marito l'aveva lasciata, era solo uscita a cena con un vecchio compagno d'infanzia, lo stesso che aveva iniziato ad assillare convinta di esserne la compagna, lo stesso accusato ingiustamente di violenza e percosse.