Un bambino è semre in grado di stupirvi, farà cose che voi nemmeno immaginate sia possibile che lui faccia, riuscirà laddove nessuno lo pensava possibile e accetterà sfide più grandi di lui senza mai arrendersi.
Un bambino trova vie che non vediamo, le percorre da solo per conseguire i suoi obiettivi (che il più delle volte solo il sentirsi dire quanto è bravo) e reinventa tutto il mondo.
Un bambino si ferma sconfortato di fronte a cose di una semplicità disarmante, resta li ad aspettare che qualcuno lo prenda per mano e lo porti avanti, ha paura di sciocchezze, si fa bloccare da soffi di vento e ha bisogno di noi, del nostro aiuto per procedere.
Quando un bambino si ferma di fronte al compito "troppo difficile" di leggere una parola o l'ora, di allacciarsi le scarpe, di imparare una filastrocca, le tabelline, a contare i soldi chi cazzo siamo noi per dire che non ci arriva, che è un fallito, che è stupido?
Non avete nemmeno idea del fastidio che mi danno gli arroganti che si comportano così!
Ricordate che preferisco l'ironia alla serietà e leggete le mie parole con leggerezza.
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martedì 25 settembre 2012
lunedì 14 maggio 2012
Varie ed eventuali su di me
Se vuoi sapere qualcosa da me chiedimelo, farai prima ed eviterai la figuraccia di fatti sorprendere a fare l'investigatore privato, perché tanto io ti vedrò e il mio sorriso ti sarà insopportabile.
Se hai bisogno di un favore chiedimelo, se posso te lo farò, anche se ti porto rancore non vuol dire che vada a cercare vendetta.
Sono distratta, se vuoi che ti saluti fatti notare, se vuoi qualcosa dimmelo a chiare lettere, se non ti piace qualcosa che faccio o dico fammelo presente in modo inequivocabile, non esistono altre possibilità di comunicare con me: sono troppo, davvero troppo addormentata.
Sono diretta perché è così che vorrei che gli altri fossero con me.
Se hai voglia di insultare ricorda che son portata a rispondere e generalmente NON vale la legge fisica che ad ogni azione corrisponde una rezione uguale e contraria, io non sono molto brava a misurare.
Tendo a dare molto, tendo a pretendere molto, è per questo che relazionarsi con me è difficile.
Ho un carattere complicato.
E mi piace.
Se hai bisogno di un favore chiedimelo, se posso te lo farò, anche se ti porto rancore non vuol dire che vada a cercare vendetta.
Sono distratta, se vuoi che ti saluti fatti notare, se vuoi qualcosa dimmelo a chiare lettere, se non ti piace qualcosa che faccio o dico fammelo presente in modo inequivocabile, non esistono altre possibilità di comunicare con me: sono troppo, davvero troppo addormentata.
Sono diretta perché è così che vorrei che gli altri fossero con me.
Se hai voglia di insultare ricorda che son portata a rispondere e generalmente NON vale la legge fisica che ad ogni azione corrisponde una rezione uguale e contraria, io non sono molto brava a misurare.
Tendo a dare molto, tendo a pretendere molto, è per questo che relazionarsi con me è difficile.
Ho un carattere complicato.
E mi piace.
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venerdì 11 maggio 2012
Un'amica scomoda
Una buona amica deve essere per definizione scomoda perché deve dirti in faccia la realtà.
Io sono felice di avere amici scomodi
Io sono felice di avere amici scomodi
giovedì 10 maggio 2012
Varie ed eventuali sulla felicità
- Non ricordo dove l'ho letto, ma so che quando pieghiamo le nostre articolazioni iniziamo ad azionare un meccanismo che dopo circa una ventina di minuti di movimento libera endorfine (gli ormoni della felicità.
Sarà per questo che camminare mette tanto di buonumore? Sarà per questo che stamane ero depressa e dopo tre ore in monopattino mi sento rinata?
Non lo so, ma muoversi è bello, soprattutto se lo si fa in un bel parco :-) - Io non so cosa spinga la gente a prendersi in giro raccontandosi frottole, ma quando provo a dirmi che sono felice anche se non è vero mi faccio sempre del male. C'è poco da fare: il dolore va affrontato e accettato, solo attraversandolo lo si supera, è dura e nessuno ha il diritto di spingerci verso il dolore, ma noi dovremmo autonomamente scegliere di non ignorarlo o rischiamo di svegliarci nel cuore della notte sommersi di dubbi e paure.
- Rispetto. Solo nel rispetto proprio e altrui ci può essere felicità.
- Devo imparare a conoscermi giorno dopo giorno, devo imparare ad ascoltarmi, devo imparare a dirmi chiaramente cosa e perché mi fa star bene e mi fa star male in modo autentico
mercoledì 25 aprile 2012
una madre
Di certo non esiste una madre che coscientemente voglia far del male ai propri figli, va così contro natura che non può essere. Allora perché esistono tante madri che fanno male ai loro figli? Perché la natura non riesce a provvedere a una quantità sufficente di materia grigia per far sì che le madri possano occuparsi al meglio della loro prole???
domenica 8 aprile 2012
amici
Uno dei compiti dell'amico dovrebbe essere quello di farci presente quando ci stimo per fare del male.
Non penso che un buon amico abbia il diritto di intervenire attivamente, ma credo abbia il dovere di avvisarci per quanto spiacevole e difficile possa essere.
Ora io non voglio dire che chi non ha la forza di dirci che la strada che abbiamo intrapreso sia fallimentare non sia un buon amico, ma di certo chi ci incita a percorrere la strada che abbiamo imboccato pur vendendola fallimentare amico non è.
Conscia di questo tengo a distanza chi mi appoggia incondizionatamente in ogni frangente.
E considerato il giorno: buona Pasqua a tutti voi :-)
Non penso che un buon amico abbia il diritto di intervenire attivamente, ma credo abbia il dovere di avvisarci per quanto spiacevole e difficile possa essere.
Ora io non voglio dire che chi non ha la forza di dirci che la strada che abbiamo intrapreso sia fallimentare non sia un buon amico, ma di certo chi ci incita a percorrere la strada che abbiamo imboccato pur vendendola fallimentare amico non è.
Conscia di questo tengo a distanza chi mi appoggia incondizionatamente in ogni frangente.
E considerato il giorno: buona Pasqua a tutti voi :-)
venerdì 30 marzo 2012
ostentando cultura
Ormai per molti andare a una mostra è semplicemente un modo per poter dire "io ho fatto questo, io ho visto quello".
Poveri artisti, lo avrebbero mai detto che sarebbero diventati una sorta di status simbol?
Continuo a illudermi che non è così, che tutti quelli che vanno in un museo lo fanno perché amano l'arte, ma quando assorta davanti a un quadro di Kandinsky e mi capia di sentire una donna che spiega alla madre: "vedi, tutte queste sono figure falliche, erano molto presenti nei quadri, anche nel Picasso che tengo in cucina la donna ha il naso a forma fallica per indicarne la forza" mi vien spontaneo pensare a un paio di cosette
Poveri artisti, lo avrebbero mai detto che sarebbero diventati una sorta di status simbol?
Continuo a illudermi che non è così, che tutti quelli che vanno in un museo lo fanno perché amano l'arte, ma quando assorta davanti a un quadro di Kandinsky e mi capia di sentire una donna che spiega alla madre: "vedi, tutte queste sono figure falliche, erano molto presenti nei quadri, anche nel Picasso che tengo in cucina la donna ha il naso a forma fallica per indicarne la forza" mi vien spontaneo pensare a un paio di cosette
- il tuo Picasso è una riproduzione o tu sei una cretina
- Picasso in cucina??? Se non altro potevi scegliere per soggetto le sue nature morte a base di ricci di mare, certo sarebbero state menoo note e riconoscibili, mase non altro più adatte!
- Picasso faceva bene a pagare il conto dei ristoranti disegnando sui tovaglioli visto che l'arte quando si raggiunge la notorietà smette di essere solo arte ma diviene innanzitutto businnes.
mercoledì 21 marzo 2012
Perdono
E' lungo, chi non ha tempo o voglia di leggere tutto può guardare solo le parti sottolineate.
Per noi cresciuti in famiglie di stampo cattolico credo sia normale aver sentito parlare spesso e volentieri di perdono: "porgi l'altra guancia", "bisogna perdonare", "impara a sopportare con pazienza e perdona chi ti fa del male" son tutte frasi che più o meno in questa variante ci avranno detto nonni e genitori.
Il problema è che perdonare non è facile e nessuno ci insegna come si fa.
La questione del perdono è lunga e complessa, per partire c'è da chiedersi se sia davvero giusto chiedere a chiccessia di perdonare. Non parlo di perdonare piccoli torti o dispettucci, parlo di perdonare chi ci ha fatto veramente del male,- cose sull'onda dell'adulto che ha molestato un bambino/a-, in questi casi è giusto chiedere alla vittima di perdonare?
Con che coraggio io posso dire a un'amica di perdonare il ragazzo che si è ubriacato e l'ha investita paralizzandola, un padre padrone che l'ha oppressa, una madre che l'ha ricattata psicologicamente per anni per piegarla ai suoi capricci, l'amica che si fingeva tale solo per poterla meglio pugnalare alle spalle quando lei era più vulnerabile, ecc...?
Credo che l'unico motivo valido per cui io possa avanzare una simile richiesta è se questo perdono serva in primis a far vivere meglio la vittima dell'abuso e a tutti quelli pronti a dire che il genitore a cui hanno assassinato brutalmente i figli deve perdonare io rispondo:-Cazzate.-.
Non è vero che si deve perdonare tutto a tutti, l'ho sempre sostenuto e ora, in un libro che ho letto di recente si parla di un interessante perdono in percentuale. L'autrice sostiene che perdonare è un passo importante per il proprio equilibrio interiore e per poter tornare a vivere anche dopo aver subito profonde ferite, ma che non è facile, che il perdono autentico giunge dopo un percorso interiore e che spesso non si può perdonare tutto, ma perdonare almeno in parte è già qualcosa di grande. Secondo lei chi riesce a perdonare attorno al 70% di un grave torto può aspirare alla santità.
Che idea confortevole! Quante volte mi son detta "a tizia posso anche perdonare questo e quello, ma quest'ultima cosa proprio no!" adesso scopro che anche quello era perdono e anche quello aveva valore :-)
Mi fa davvero piacere.
Sempre a proposito di perdono un altro importantissimo punto l'ho iniziato ad approfondire leggendo Famiglia crisitana. A me Famiglia cristiana non piace, lo reputo un giornaletto solo apparentemente innocuo foriero di tanti concetti non proprio ottimi, però i miei lo leggono e così quando passo a trovarli lo sfoglio anch'io, in genere con la sguardo critico di chi cerca qualcosa da giudicare al peggio. Lo ammetto, sono una carogna.
Mentre ero così intenta nel mio passatempo da stronza incappo in un articolo dove si parla di tradimento e chi scrive sostiene che perdonare in quattro e quattr'otto una ferita profonda come quella di un tradimento non è una buona cosa. Non è buona perché il perdono non è autentico (a meno che, aggiungo io, non ce ne freghi nulla di chi abbiamo di fronte e allora non c'è una vera ferita per cui perdonare) e non è buona perché un siffatto perdono è come uno schiaffo in faccia al perdonato, un po' come dirgli "guarda come son santo a perdonarti e tu come sei stronzo ad aver trattato male ME così buono e caritatevole".
Da quel che ho potuto capire un perdono di questo tipo è un buon metodo per allontanare il perdonato.
Caro signore di cui non ricordo manco il nome: hai ragione! Hai perfettamente ragione! Io odio chi mi dice "ti perdono" quando so che in cuor suo non è così.
Sempre continuando con l'esempio del tradimento: che senso ha dire "ti perdono e ti riaccolgo in casa" se a questo non segue un serio percorso di ricostruzione della coppia? Che senso ha dire a una persona ti perdono se poi si è pronti a cercare rivalsa e vendetta non appena la vita ce lo consentirà? Un siffatto perdono non solo non è perdono, ma è un qualcosa di viscido e subdolo che si mette il vestito da festa di qualcun'altro per farti sentire una persona peggiore senza per questo smettere di cercare di ottenere soddisfazione.
Ma ve la immaginate una coppia dove un coniuge perdona l'altro del tradimento solo per tenerselo in casa sino a quando anche lui/lei non lo tradirà a sua volta per pareggiare i conti? Detto così sembra folle, ma trasposto in altri ambiti (amicizia, lavoro, ecc...) accade costantemente.
A questo perdono preferisco un sanissimo "vaffanculo".
Mi spiace per chi non appreza un linguaggio colorito, ma le parolacce questa volta ci stavano tutte.
NOTE:
il libro a cui faccio riferimento è "donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés
martedì 20 marzo 2012
Attendo
Oggi mi sono seduta e mi sono messa ad aspettare.
Credo che aspetterò ancora un po'.
Oggi mi sono seduta e ho pensato "aspetterò che i tempi siano colmi".
E' stato un pensiero semplice e rassicurante perché implica che non tutto dipende da noi, che da qualche parte, là fuori, c'è un uccello giraviti che stringe una giuntura di qua e una vite di là e forse è lui che fa girare il mondo, o se non altro contribuisce più di noi.
Questo non è un inno all'inerzia, sono sempre una convinta fautrice delle filosofie che vedono l'impegno alla base del successo, ma oggi non farò nulla, attenderò che i tempi siano colmi, imparerò la pazienza che è forse la cosa più dura da imparare, imparerò il tempismo, e soprattutto non farò niente, perché, -ora lo so-, ci sono momenti in cui la migliore azione è l'assenza di azione, che tuttavia è azione anch'essa se scelta coscientemente.
note linguistiche
Credo che aspetterò ancora un po'.
Oggi mi sono seduta e ho pensato "aspetterò che i tempi siano colmi".
E' stato un pensiero semplice e rassicurante perché implica che non tutto dipende da noi, che da qualche parte, là fuori, c'è un uccello giraviti che stringe una giuntura di qua e una vite di là e forse è lui che fa girare il mondo, o se non altro contribuisce più di noi.
Questo non è un inno all'inerzia, sono sempre una convinta fautrice delle filosofie che vedono l'impegno alla base del successo, ma oggi non farò nulla, attenderò che i tempi siano colmi, imparerò la pazienza che è forse la cosa più dura da imparare, imparerò il tempismo, e soprattutto non farò niente, perché, -ora lo so-, ci sono momenti in cui la migliore azione è l'assenza di azione, che tuttavia è azione anch'essa se scelta coscientemente.
note linguistiche
- Malgrado mi piacerebbe esserne l'ideatrice devo dire che l'immagine
dell'uccello che gira le viti del mondo non è mia ma di Haruki Murakami
- L'espressione i tempi sono colmi è biblica, gli ebrei immaginavano il tempo come una grande clessidra, quando questa si colmava andava girata. Dire che i tempi sono colmi equivale grossomodo a dire che i tempi sono maturi, ma mi piace di più l'espressione ebraica con tutte le risonanze positive che scatenano nella mia testa: colmo, abbondante, seni e ventri colmi, vita che nasce, ricchezza e fertilità, ecc...
P.S.
Lo sapevate che ogni singola parola od espressione scatena una serie di rimandi emotivi e/o logici all'interno del nostro cervello? Un po' come una mosca che cadendo in un determinato punto della tela del ragno la fa vibrare in un determinato modo che solo il ragno avverte e sa interpretare. Il nostro cervello purtroppo non è abile quanto il ragno e spesso noi usiamo le parole a vanvera facendo violenza alla lingua o agiamo in un determinato modo influenzati da certe parole e la pubblicità ci fa da padrona. Non ci credete? Allora perché mai nei menù dei ristoranti viene proposta l'anatra selvaggia in crema di mais e non l'anatra selvatica con la polenta? ;-)
domenica 11 marzo 2012
Tu non sei un buon amico
Tu, che cerchi di impormi la tua idea, non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che discute con me e nel rispetto mi contrasta con argomentazioni espresse nel reciproco rispetto, non chi vuole sovrapporre il suo credo al mio.
Tu, che non accetti il mio operato, non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che anche disapprovando il mio operato lo accetterà, nel senso che lascerà che io proceda per la mia strada anche commettendo errori.
Tu, che mi vuoi modellare a tua immagine e somiglianza (o a qualsiasi altra immagine e somiglianza),non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che sa sempre che si è persone distinte e mi vuol bene perché sono io, non perché spera di trasformarmi in qualcos'altro.
E' un buon amico colui che discute con me e nel rispetto mi contrasta con argomentazioni espresse nel reciproco rispetto, non chi vuole sovrapporre il suo credo al mio.
Tu, che non accetti il mio operato, non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che anche disapprovando il mio operato lo accetterà, nel senso che lascerà che io proceda per la mia strada anche commettendo errori.
Tu, che mi vuoi modellare a tua immagine e somiglianza (o a qualsiasi altra immagine e somiglianza),non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che sa sempre che si è persone distinte e mi vuol bene perché sono io, non perché spera di trasformarmi in qualcos'altro.
mercoledì 7 marzo 2012
Risvegli
Non è sempre bello svegliarsi.
Se stavi facendo un bel sogno...
Se sotto le coperte c'era un bel teporino...
Se avevi ancora tanto sonno...
Non è per niente bello svegliarsi, proprio per niente, eppure la sveglia suona o ci chiamano o succede qualcosa e noi ci svegliamo. Anche se non è bello.
E così anche questa mattina, un'altra mattina ancora, ci svegliamo e iniziamo a vivere e anche se la nostra vita è più grigia dei sogni, anche se è meno confortevole del tepore del letto, anche se è più stressante del sonno è la nostra vita ed è autentica ed è vera e noi la viviamo.
Noi non ci accontentiamo di ripeterci cazzate nella testa sperando che si avverino, noi non ci rincoglioniamo inseguendo sogni vacui; noi viviamo e combattiamo per realizzarli, i nostri sogni, e ci sporchiamo le mani ogni giorno e facciamo cazzate, ci arrabbiamo, stiamo male, piangiamo, ma almeno viviamo.
Chi continua a dormire invece no.
...
Noi: i risvegliati in un mondo dormiente.
Se stavi facendo un bel sogno...
Se sotto le coperte c'era un bel teporino...
Se avevi ancora tanto sonno...
Non è per niente bello svegliarsi, proprio per niente, eppure la sveglia suona o ci chiamano o succede qualcosa e noi ci svegliamo. Anche se non è bello.
E così anche questa mattina, un'altra mattina ancora, ci svegliamo e iniziamo a vivere e anche se la nostra vita è più grigia dei sogni, anche se è meno confortevole del tepore del letto, anche se è più stressante del sonno è la nostra vita ed è autentica ed è vera e noi la viviamo.
Noi non ci accontentiamo di ripeterci cazzate nella testa sperando che si avverino, noi non ci rincoglioniamo inseguendo sogni vacui; noi viviamo e combattiamo per realizzarli, i nostri sogni, e ci sporchiamo le mani ogni giorno e facciamo cazzate, ci arrabbiamo, stiamo male, piangiamo, ma almeno viviamo.
Chi continua a dormire invece no.
...
Noi: i risvegliati in un mondo dormiente.
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