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venerdì 29 giugno 2012

invidia

C'è un'invidia buona e un'invidia cattiva.

L'invidia buona è quella che si prova quando si vede che qualcuno ha qualcosa di bello e lo vorremmo anche noi.
Che bello il giardino del mio vicino, ne voglio anch'io uno così ben tenuto, devo proprio impegnarmi per riuscirci, adesso vado a comprare un po' di fiori e piante e mi metto subito al lavoro!
Che vacanza fichissima, avessi risparmiato ora potrei andare anch'io, l'anno prossimo mi impegnerò di più in modo da farcela!
L'invidia buona ci sprona a dare il massimo per ottenere il meglio.

L'invidia cattiva è quella che di fronte alla constatazione di un qualcosa di bello che appartiene a un altro lo si vorrebbe distruggere
Ma com'è possibile che abbia un giardino così bello? Domani è prevista tempesta, chissà che glielo distrugga tutto!
Che vacanza fichissima che fa, chissà come ha fatto a guadagnarsela, spero proprio che gli vada male che non se la meritava.
L'invidia cattiva ci peggiora perché invece di spingerci a dare il massimo cava fuori da noi i pensieri e le intenzioni peggiori, quasi che il nostro stato dipendesse da come va la vita agli altri.

Io non ho sempre avuto una vita semplice, ma non c'è stato un momento in cui abbia desiderato distruggere qualcosa di bello che un altro si era guadagnato, persino alle elementari quando arrivò in classe mia una ragazzina che regolarmente era migliore di tutti per quanto arrabbiata e frustrata non mi sono mai sognata di metterla in cattiva luce con la maestra.
Ovvio che di fronte alla raccomandazione e al guadagno ingiusto mi arrabbio, ma mai, nemmeno per un istante mi è passato per la testa di arrabbiarmi e augurare male al mio amico che ha pubblicato un libro che vende benissimo, ecco perché leggendo che in molti l'hanno fatto ci son rimasta male.

"Ti perdonano tutto tranne il successo" ha detto lui e io mi sono intristita, non tanto per ciò che ha subito, ma perché esiste gente che si fa così accecare dall'invidia da risultare crudele e meschina.

venerdì 30 marzo 2012

ostentando cultura

Ormai per molti andare a una mostra è semplicemente un modo per poter dire "io ho fatto questo, io ho visto quello".
Poveri artisti, lo avrebbero mai detto che sarebbero diventati una sorta di status simbol?
Continuo a illudermi che non è così, che tutti quelli che vanno in un museo lo fanno perché amano l'arte, ma quando assorta davanti a un quadro di Kandinsky e mi capia di sentire una donna che spiega alla madre: "vedi, tutte queste sono figure falliche, erano molto presenti nei quadri, anche nel Picasso che tengo in cucina la donna ha il naso a forma fallica per indicarne la forza" mi vien spontaneo pensare a un paio di cosette
  1. il tuo Picasso è una riproduzione o tu sei una cretina
  2. Picasso in cucina??? Se non altro potevi scegliere per soggetto le sue nature morte a base di ricci di mare, certo sarebbero state menoo note e riconoscibili, mase non altro più adatte!
  3. Picasso faceva bene a pagare il conto dei ristoranti disegnando sui tovaglioli visto che l'arte quando si raggiunge la notorietà smette di essere solo arte ma diviene innanzitutto businnes.
E con queste tre sciocchezze chiudo il post

giovedì 1 marzo 2012

Logica, retorica, estetica

Trovo che nella vita ci sia bisogno di apprendere tre materie che purtropo a scuola nessuno insegna più: logica, retorica ed estetica. Nessuno lo fa ed è un vero peccato.

Perché insegnare la logica?
Perché permetterebbe a molte persone di iniziare a far funzionare il cervello in modo coerente. Eviteremmo in tal modo di scontrarci con l'ottusità di certi impiegati e burocrati (non tutti per fortuna), potremmo ragionare certi che il nostro interlocutore segua il nostro percorso mentale e potremmo ipotizzare che le scelte fatte abbiano un loro fondamento logico e che qualora questo mancasse, facendolo notare si possa ottenere un cambiamento di rotta.
In un mondo dove la logica fosse più rigorosa i napoletani non riufiuterebbero più di avere discariche perché capirebbero che senza le discariche la spazzatura finirebbe nelle strade e davanti le scuole, il che è peggio, la spazzatura non verrebbe più bruciata perché capirebbero che se la si brucia si liberano sostanze tossiche nell'aria e poiché noi respiriamo ciò non è bene, ecc... i leghisti invece capirebbero che un'eccessiva chiusura al diverso non è attuabile in una società multietnica (come sta diventando la nostra) e si adopererebbero per un'integrazione intelligente, dove gli immigrati operosi sarebbero integrati in modo corretto nel sistema lavorativo italiano e quelli delinquenti verrebbero sbattuti in carcere e mandati a casa (insomma, quel che ora molti leghisti vorrebbero fare con tutti gli immigrati). Inoltre al nord e al sud i lavori verrebbero svolti in modo organizzato, si sarebbe più efficienti, ecc...

Perché insegnare la retorica?
Perché anche se la logica permette di mettere ordine nei pensieri è giusto avere un buon mezzo per esporli. Si deve apprendere il modo corretto di esporre un'idea, di difenderla, di pubblicizzarla. Sì, di pubblicizzarla, perché se io credo in una determinata idea voglio che anche altri mi seguano, allora è bene che io sappia metterne in rilievo gli aspetti positivi. La retorica permetterebbe di evitare le risse verbali che si vedono in TV dove ognuno salta sopra agli altri senza nemmeno lasciar loro concludere un pensiero perché la retorica prevede che si contesti DOPO aver ascoltato, smontando il pensiero dell'avversario! La retorica contribuirebbe anche allo sviluppo di pensieri migliori, perché la corretta esposizione del mio punto di vista e di quello di chi la pensa differentemente da me permetterebbe a chi ascolta di sviluppare idee intermedie che sfruttano i punti forti di entrambe le posizioni.

Perché insegnare l'estetica?
Perché la ricerca del bello è insita nella natura umana e vivere nell'assenza di bello ci degrada. Abbiamo bisogno di vivere in ambienti stimolanti, dobbiamo imparare ad apprezzare un buon cibo, un bel film, una poesia commovente, una musica armoniosa, un quadro, un oggetto di arredamento, un corpo belli. Dobbiamo imparare a riconoscere il bello dal non bello, perché solo questa distinzione ci farà capire cosa val la pena di inseguire e cosa no, quali modelli sono dettati dalla moda e quali dall'estetica. L'estetica a modo suo ci renderebbe liberi e migliori, senza contare che la contemplazione del bello e il suo riconoscimento apre la mente e l'anima. Come il nostro cervello ha bisogno di logica per funzionare a dovere, così ha bisogno di creatività per inventare nuove forme e lo studio dell'estetica ci può aiutare anche a sviluppare la creatività perché strettamente legato al lato creativo che è presente in tutti noi.

giovedì 23 febbraio 2012

Risolto il problema del debito pubblico italiano

Ho risolto il problema del debito pubblico italiano! E senza nemmeno aumentare e tasse!
Direi che solo per questo meriterei il Nobel, ma non sono avida, e il Nobel non mi interessa, mi basta risollevare le sorti del mio Bel Paese (ormai bello sempre più solo di nome).
Non mi prenderò tutti i meriti, perché l'idea è nata da una discussione e la discussione va riportata pari pari, per permettere a tutti di comprendere come la mia idea sia semplice e geniale e sarebbe potuta venire a chiunque.
Premetto che so perfettamente che il canone rai non si chiama più così, ma nella discussione è stato questo il termine adottato, quindi, per fedeltà, vi riporto tutto così com'è stato detto, sgrammaticature ed errori compresi
Tarta avrà chiaramente un bel colorito verdino come la sua pelle, l'interlocutore arancione in modo da non attribuirgli nessun colore politico.
N.B.
Anche il verde di Tarta non è politico, è solo semplice colore naturale che nulla vuole avere a che fare col verdone leghista, qui non si parla di politica, ma di risanare il bilancio per il bene di tutti


:-Hai sentito che adesso il canone rai deve essere pagato da tutti quelli che possiedono un pc e un accesso a internet?-
:-Già... Pazzesco!-
:-In questo modo alcune aziende si trovano una nuova tassa non indifferente!-
:-Ma cosa vogliono? La rivolta armata? Non si rendono conto che fino a che c'è da perdere si sta buoni, ma se non c'è più nulla da perdere si rischia il tutto e per tutto? Vogliono davvero ridurci alla fame?-
:-Mah...-
:-E poi lo streaming funzionasse a dovere! Dal cellulare o con la pennetta non è fruibile e spesso anche con la connessione migliore non va a dovere... insomma, non è un servizio per cui si può pretendere il pagamento!-
:-Se fossero onesti dovrebbero schermare le loro trasmissioni e far pagare solo a chi vuole vederle-
:-Già!-
:-Ma così fallirebbero in due giorni, chi vuoi che voglia guardarsi i loro programmi? Sono di così bassa qualità che la gente non accetterebbe mai di pagare per qualcosa del genere-
:-Di certo non lo farebbero in molti, comunque è davvero una tassa assurda e ingiusta e dire che deve essere pagata da chi ha potenziale accesso alle trasmissioni TV è pazzesco, non ti lascia nemmeno l'opportunità di dire "io della TV me ne frego, toglietemela, non m'interessa!" E poi a rigor di logica se le cose stanno così perché non far pagare anche a tutti gli italiani che risiedono all'estero? O meglio, a tutte le persone che studiano o hanno studiato italiano?-
:-A questo punto dovresti far pagare tutti perché anche se uno non parla italiano può "godere" di una trasmissione come San Remo dove cantano e di certo in italia ci sono molti che pur non parlando italiano sono tenuti a pagare il canone...-
 :-Già, perché no?-

E a questo punto si è fatta largo l'idea: se diciamo che tutto il mondo deve pagare il canone rai risolviamo il bilancio in un solo anno! E non m'interessa che la Cina obietti che lei la rai non la segue perché ha la grande muraglia informatica che impedisce i contatti con tutto ciò che non è cinese, affari loro! Come si esige che io paghi anche se non seguo le trasmissioni anche loro devono pagare! E non mi interessa nemmeno che i ragazzini brasiliani obiettino che non possiedono pennette per collegarsi: se ci sono accessi internet gratuiti sul territorio è necessario che anche loro paghino perché possono usufruire dei servizi rai. 

Nella perfetta ottica dello Stato italiano che impone tasse e balzelli dalle forme sempre più sorprendenti (a quando il ripristino della tassa sulle finestre?) chiediamo al mondo che ci venga pagata la tassa sul possesso di apparecchi riceventi e risolleveremo le sorti del Bel Paese.



Onde evitare equivoci: per chi non l'avesse capito sono ironica.


venerdì 17 febbraio 2012

Cose degli altri che fatico a comprendere

Siamo esseri umani, siamo tutti fatti a modo nostro ed è naturale che ci siano discrepanze fra il mio comportamento e quello del resto del mondo, ma alla fin fine ci son cose che davvero non hanno senso, quindi partiamo con un piccolo elenco delle azioni idiote che mi vengono in mente qui su due piedi.

  • Vi è mai capitato di subire un qualche torto e lasciar correre per quieto vivere? Ebbene, cosa ne direste se mesi o addirittura anni dopo il torto vi sentiste perdonare dalla persona che è stata scorretta con voi e che ora (a distanza di tutto questo tempo e quando ormai non avete praticamente più argomenti per difendere la vostra posizione perché li avete dimenticati) ha la facciatosta di dirvi che vi perdona e che quelli in torto siete voi? Sinceramente chi fa questo con me si è guadagnato un biglietto di sola andata per quel paese! So di una donna che a momenti mandava a rotoli il matrimonio della migliore amica per un malinteso e che si riteneva offesa per il comportamento dell'amica che a quanto pare l'aveva indotta con non so che inganno ad agire in questo modo... Roba da malati di mente!!! Però questa santa donna alla fine aveva perdonato l'amica comunicandole così che per lei non c'erano problemi e potevano tornare a parlarsi... e a parer mio per l'amica era probabilmente arrivato il tempo di cambiare numero di telefono...
  • E cosa ne dite di chi vi informa che siete nei guai, ma non vi fornisce un solo elemento utile per capire cosa sta accadendo, quanto grave è la vostra situazione e se si può fare qualcosa per limitare i danni? Questo è frequentissimo! Di certo sarà accaduto anche a voi di avere un collega stronzo che gode nel dirvi che il capo vi ha convocato e che aveva un'aria feroce ma che (guarda un po!) non ha avuto la prontezza di spirito di informarsi in merito a quale quastione aveva bisogno o di porre una qualsiasi stronzissima domanda che potesse darvi un'indicazione di sorta. Non dico nemmeno cosa penso di questa gente che nel migliore dei casi agisce sotto gli effetti di insani impulsi inconsci e nel peggiore è stronza di professione.
  • E le mamme che usano il passeggino come spartitraffico? Raccontatemi quel che volte, ma se non è egoismo o stupidità cos'altro può essere? Proprio ieri una mamma mi ha quasi tranciato un piede col passeggino e quando mi sono voltata non solo non mi ha chiesto scusa, ma mi ha guardato con una tale cattiveria che mi son scusata io, il bambino invece non ha battuto ciglio, quello è abituato a vedersi sfiorare dalle auto, che gliene fregava di una pedona? E infatti 15 secondi dopo l'intrepida mamma stava sfidando la sorte (del figlio) gettandosi (carrozzina in resta) in mezzo a un incrocio.
  • Per chiudere in bellezza parlo degli amici traditori. Io voglio anche capire che per un tornaconto personale un amico (che evidentemente tanto amico non era) possa pugnalarci alle spalle, ma quando lo si fa in modo gratuito e addirittura rimettendoci? Voglio dire: a che pro rimunciare a un'amica che farebbe qualsiasi cosa per voi se non ci guadagnate niente? Alla fine ci avete solo perso! Qui il discorso sarebbe lungo perché si potrebbe obiettare che l'invidia e la gelosia son brutte bestie e che in nome di quei mostri si fan le cose più assurde (il marito che si taglia i cosidetti per far dispetto alla moglie), ma davvero non ce la faccio a capire, so che avviene ma onestamente io non lo farei mai, se non altro per puro e semplice tornaconto personale.

giovedì 2 febbraio 2012

fuori dal mondo

Ricordate che se non vi laureate entro i 24 anni siete sfigati... lo dice Martone, per cui credeteci, è vero, il fatto che abbiate iniziato l'università tardi, che stiate studiando lavorando, che abbiate figli e/o famiglia, che abbiate preposto altre priorità allo studio, non contano! Meglio, molto meglio cercare un posto di lavoro, ma non fisso, mi raccomando, Monti ci dice che è monotono, quindi cercate un posto che vi garantisca almeno un annetto di cassa integrazione prima di un licenziamento, con la mobilità e l'assunzione (forse) entro un paio d'anni.
Mi chiedo solo perché con spirito di coerenza i nostri politici non abbandonino la monotona poltrona tanto faticosamente conquistata... Ah, è vero, loro cambiano, cambiano un sacco... schieramento e idee s'intende!

sabato 28 gennaio 2012

non ci resta che piangere?


Confucio dice qualcosa del tipo: se non sai dove vuoi andare finirai da un'altra parte.
Riporto a memoria quindi potrebbe essere che le parole non siano esattamente queste, ma il senso sicuramente lo è.
Alla luce di questo io mi chiedo dove si stia pensando di arrivare con queste riforme che continuano a tagliare sempre e solo ai più deboli. La nostra classe politica si sta comportando come una banda di bulletti che se la prende con chi non si può difendere, ma ormai i soldi per le merendine sono finiti e non si sa più come procurarseli, quindi non rimane che subire le botte ingiuste o ribellarsi.
E' opinione comune che chi non ha più nulla da perdere inizi a valutare di ribellarsi, vogliono arrivare a questo?