E' strano a volte come si trovino in internet persone che ci sono completamente affini nonostante l'assoluta mancanza di contatti. A me è capitato quando sono incappata nel blog di Barbara che è simpatica allegra e soprattutto legge un sacco di libri che sono piaciuti anche a me e li recensisce con una pazienza che io non ho.
Oddio, forse recensisce non è la parola giusta, perché lei si limita a parlarcene come farebbe a degli amici, ma Barbara ha un dono: quando ti descrive i libri che le sono piaciuti riesce ad incuriosire e mette addosso una gran voglia di leggere e questo spesso le recensioni non riescono a farlo!
Ecco perché oggi vi invito ad andare da lei e a leggere qua e là; è un blog "stravalido" come direbbero in certe parti del ferrarese e se andrete non ve ne pentirete :-)
A voi il link: 4ciaccole
Ricordate che preferisco l'ironia alla serietà e leggete le mie parole con leggerezza.
lunedì 12 marzo 2012
domenica 11 marzo 2012
Tu non sei un buon amico
Tu, che cerchi di impormi la tua idea, non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che discute con me e nel rispetto mi contrasta con argomentazioni espresse nel reciproco rispetto, non chi vuole sovrapporre il suo credo al mio.
Tu, che non accetti il mio operato, non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che anche disapprovando il mio operato lo accetterà, nel senso che lascerà che io proceda per la mia strada anche commettendo errori.
Tu, che mi vuoi modellare a tua immagine e somiglianza (o a qualsiasi altra immagine e somiglianza),non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che sa sempre che si è persone distinte e mi vuol bene perché sono io, non perché spera di trasformarmi in qualcos'altro.
E' un buon amico colui che discute con me e nel rispetto mi contrasta con argomentazioni espresse nel reciproco rispetto, non chi vuole sovrapporre il suo credo al mio.
Tu, che non accetti il mio operato, non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che anche disapprovando il mio operato lo accetterà, nel senso che lascerà che io proceda per la mia strada anche commettendo errori.
Tu, che mi vuoi modellare a tua immagine e somiglianza (o a qualsiasi altra immagine e somiglianza),non sei un buon amico.
E' un buon amico colui che sa sempre che si è persone distinte e mi vuol bene perché sono io, non perché spera di trasformarmi in qualcos'altro.
venerdì 9 marzo 2012
Blog per adulti
Da quando ho segnalato "tenersi un uomo" come blog per adulti ricevo più visite... quasi quasi trasformo anche questo in un blog per adulti :-D
Certo la cosa dà da pensare e parecchio...
P.S.
"tenersi un uomo" non ha contenuti scabrosi, ma ci possono capitare accenni al sesso, ecco perché l'etichetta "per adulti", sono certa che molti altri blog non per adulti contengono riferimenti molto più espliciti dei miei e magari anche più volgari... io non sono volgare a la fin de la fiera, solo esplicita.
Certo la cosa dà da pensare e parecchio...
P.S.
"tenersi un uomo" non ha contenuti scabrosi, ma ci possono capitare accenni al sesso, ecco perché l'etichetta "per adulti", sono certa che molti altri blog non per adulti contengono riferimenti molto più espliciti dei miei e magari anche più volgari... io non sono volgare a la fin de la fiera, solo esplicita.
Autoritratto non convenzionale di una tartarugola
Io sono una specie in via d'estinzione, non nel senso che vivo in una strada che si chiama "d'estinzione", ma nel senso che gente che usa il cervello ce n'è sempre meno.
Io leggo, non guardo la TV, ascolto chi mi parla.
Io sono troppo di tante cose per essere socialmente accettabile:
i miei occhi sono troppo belli, la mia testa troppo funzionante, le mie convinzioni troppo ferme, la mia cultura troppo fuori dalle righe: manchevole di certe cose e ricca di altre -mai quelle che dovrebbero essere-.
Per continuare con i troppo: la mia lingua è troppo lunga e il mio spirito troppo acido -come si direbbe dalle mie parti ho "una lingua che taglia e cuce"- e i miei occhi, nonostante la miopia, vedono troppo, troppo lontano.
A peggiorare la situazione c'è il fatto che ho una testa pensante, ma sono carina, so truccarmi meglio di tante che si atteggiano a gran signore e sempre meglio di loro so stare alle regole del loro mondo vuoto e vacuo. E riguardo alle loro regole sono io che decido consapevolmente quando rispettarle e quando no. Non esiste regola che io abbia remore ad infrangere se non fa parte del mio personale codice di comportamento etico a cui mi attengo con una rigidità da bacchettona: IO non cambio mai le regole a mio piacimento, anche quando ci rimetto. Quel che è valido per gli altri lo è anche per me e vice versa, non esistono due pesi e due misure.
In molti pensano che io sia dura e spietata -sì, anche spietata mi hanno definita-, ma i bambini, tutti, mi ammirano e mi vogliono bene perché sanno che sono sempre coerente e giusta e questo vorrà pur dire qualcosa.
Amo cucinare, odio pulire il bagno, ma faccio entrambe le cose perché odio ancora più usare un bagno che non è bello pulito.
Odio anche riordinare, mi pare che l'ordine soffochi la mente e la creatività, per cui, siccome il disordine non mi disturba, tendo a non riordinare un granché e di conseguenza la mia casa è sempre caotica e questa è una cosa su cui probabilmente le varie signore hanno da spettegolare parecchio. Se devo essere sincera la cosa mi fa piacere, non trovo sia giusto apparire come impeccabili, rende antipatici.
Conosco molta gente. Ho pochi amici. I miei amici ucciderebbero per me se glielo chiedessi.
Io leggo, non guardo la TV, ascolto chi mi parla.
Io sono troppo di tante cose per essere socialmente accettabile:
i miei occhi sono troppo belli, la mia testa troppo funzionante, le mie convinzioni troppo ferme, la mia cultura troppo fuori dalle righe: manchevole di certe cose e ricca di altre -mai quelle che dovrebbero essere-.
Per continuare con i troppo: la mia lingua è troppo lunga e il mio spirito troppo acido -come si direbbe dalle mie parti ho "una lingua che taglia e cuce"- e i miei occhi, nonostante la miopia, vedono troppo, troppo lontano.
A peggiorare la situazione c'è il fatto che ho una testa pensante, ma sono carina, so truccarmi meglio di tante che si atteggiano a gran signore e sempre meglio di loro so stare alle regole del loro mondo vuoto e vacuo. E riguardo alle loro regole sono io che decido consapevolmente quando rispettarle e quando no. Non esiste regola che io abbia remore ad infrangere se non fa parte del mio personale codice di comportamento etico a cui mi attengo con una rigidità da bacchettona: IO non cambio mai le regole a mio piacimento, anche quando ci rimetto. Quel che è valido per gli altri lo è anche per me e vice versa, non esistono due pesi e due misure.
In molti pensano che io sia dura e spietata -sì, anche spietata mi hanno definita-, ma i bambini, tutti, mi ammirano e mi vogliono bene perché sanno che sono sempre coerente e giusta e questo vorrà pur dire qualcosa.
Amo cucinare, odio pulire il bagno, ma faccio entrambe le cose perché odio ancora più usare un bagno che non è bello pulito.
Odio anche riordinare, mi pare che l'ordine soffochi la mente e la creatività, per cui, siccome il disordine non mi disturba, tendo a non riordinare un granché e di conseguenza la mia casa è sempre caotica e questa è una cosa su cui probabilmente le varie signore hanno da spettegolare parecchio. Se devo essere sincera la cosa mi fa piacere, non trovo sia giusto apparire come impeccabili, rende antipatici.
Conosco molta gente. Ho pochi amici. I miei amici ucciderebbero per me se glielo chiedessi.
giovedì 8 marzo 2012
In cucina...
Ebbene sì, adoro cucinare, sarà anche per questo che resto un po' abbondante, ma che ci volete fare? La vita è una sola (oddio, si ipotizzano tante altre vite, ma una è quella certa), per cui non mi va di sprecarla stando perennemente a dieta!
Quindi oggi cucinerò un bel pollo al curry.
Lo mangerò a cena, ma dovrò iniziare a prepararlo ora perché la carne deve marinare nella salsa di jogurt bianco non zuccherato e curry fino a stasera (così la carne si farà tenera e saporita!!! Slurp!!!) lo cucinerò perché mi piace, perché è un atto creativo e perché nulla come la cucina ci insegna a relazionarci con noi e con gli altri.
Cucinare ci insegna la pazienza, la costanza, la creatività, l'impegno. Ci insegna che è necessario rispettare delle regole per raggiungere un determinato risultato, ma allo stesso tempo ci insegna che è solo infrangendo quelle regole che si può ottenere qualcosa di sorprendentemente buono (o cattivo); ci insegna a non scordare nemmeno il più piccolo degli elementi, ma anche che in assenza di un condimento se ne può utilizzare un altro senza per questo rendere il piatto meno saporito; ci insegna che tutto è importante per la riuscita, ma nulla indispensabile; ci insegna a orchestrare tanti costituenti diversi armonizzandoli e soprattutto ci insegna che a partire da una manciata di sapori è possibile creare un'infinità di ricette tutte differenti.
E' così che funziona la vita, chiunque cucini inizia a prenderne coscienza e a far suoi questi insegnamenti, per cui cucinate e insegnate a cucinare, è un grande atto d'amore che farete :-)
Quindi oggi cucinerò un bel pollo al curry.
Lo mangerò a cena, ma dovrò iniziare a prepararlo ora perché la carne deve marinare nella salsa di jogurt bianco non zuccherato e curry fino a stasera (così la carne si farà tenera e saporita!!! Slurp!!!) lo cucinerò perché mi piace, perché è un atto creativo e perché nulla come la cucina ci insegna a relazionarci con noi e con gli altri.
Cucinare ci insegna la pazienza, la costanza, la creatività, l'impegno. Ci insegna che è necessario rispettare delle regole per raggiungere un determinato risultato, ma allo stesso tempo ci insegna che è solo infrangendo quelle regole che si può ottenere qualcosa di sorprendentemente buono (o cattivo); ci insegna a non scordare nemmeno il più piccolo degli elementi, ma anche che in assenza di un condimento se ne può utilizzare un altro senza per questo rendere il piatto meno saporito; ci insegna che tutto è importante per la riuscita, ma nulla indispensabile; ci insegna a orchestrare tanti costituenti diversi armonizzandoli e soprattutto ci insegna che a partire da una manciata di sapori è possibile creare un'infinità di ricette tutte differenti.
E' così che funziona la vita, chiunque cucini inizia a prenderne coscienza e a far suoi questi insegnamenti, per cui cucinate e insegnate a cucinare, è un grande atto d'amore che farete :-)
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mercoledì 7 marzo 2012
Risvegli
Non è sempre bello svegliarsi.
Se stavi facendo un bel sogno...
Se sotto le coperte c'era un bel teporino...
Se avevi ancora tanto sonno...
Non è per niente bello svegliarsi, proprio per niente, eppure la sveglia suona o ci chiamano o succede qualcosa e noi ci svegliamo. Anche se non è bello.
E così anche questa mattina, un'altra mattina ancora, ci svegliamo e iniziamo a vivere e anche se la nostra vita è più grigia dei sogni, anche se è meno confortevole del tepore del letto, anche se è più stressante del sonno è la nostra vita ed è autentica ed è vera e noi la viviamo.
Noi non ci accontentiamo di ripeterci cazzate nella testa sperando che si avverino, noi non ci rincoglioniamo inseguendo sogni vacui; noi viviamo e combattiamo per realizzarli, i nostri sogni, e ci sporchiamo le mani ogni giorno e facciamo cazzate, ci arrabbiamo, stiamo male, piangiamo, ma almeno viviamo.
Chi continua a dormire invece no.
...
Noi: i risvegliati in un mondo dormiente.
Se stavi facendo un bel sogno...
Se sotto le coperte c'era un bel teporino...
Se avevi ancora tanto sonno...
Non è per niente bello svegliarsi, proprio per niente, eppure la sveglia suona o ci chiamano o succede qualcosa e noi ci svegliamo. Anche se non è bello.
E così anche questa mattina, un'altra mattina ancora, ci svegliamo e iniziamo a vivere e anche se la nostra vita è più grigia dei sogni, anche se è meno confortevole del tepore del letto, anche se è più stressante del sonno è la nostra vita ed è autentica ed è vera e noi la viviamo.
Noi non ci accontentiamo di ripeterci cazzate nella testa sperando che si avverino, noi non ci rincoglioniamo inseguendo sogni vacui; noi viviamo e combattiamo per realizzarli, i nostri sogni, e ci sporchiamo le mani ogni giorno e facciamo cazzate, ci arrabbiamo, stiamo male, piangiamo, ma almeno viviamo.
Chi continua a dormire invece no.
...
Noi: i risvegliati in un mondo dormiente.
martedì 6 marzo 2012
Solitudine
Tutti prima o poi sperimentano la solitudine.
C'è chi lo fa per scelta e chi lo fa perché gli capita, ma è un esperienza che accomuna tutto il genere umano ed è bene trarrne i giusti insegnamenti.
C'è un'espressione "si nasce soli e si muore soli", credo che stia a indicare il fatto che malgrado noi si sia animali sociali, e duque strettamente vincolati agli altri, nei momenti più importanti della nostra vita dobbiamo cavarcela facendo affidamento unicamente sulle nostre forze.
Ecco perché è importante sperimentare la solitudine e cercare nella solitudine quel contatto prezioso con la nostra interiorità che ci sosterrà quando necessariamente dovremo farcela da soli.
I neonati devono imparare a percepirsi come entità distinte dalla madre (o da chi li accudisce), noi dobbiamo imparare a percepirci come entità autosufficienti, dobbiamo imparare a volerci bene nel senso più profondo, dobbiamo dialogare con noi stessi, prenderci i nostri spazi, senza timore di restare soli, perché in ogni momento avremo il nostro io interiore su cui poter contare. Crescere è anche questo, è la capacità di prenderci cura di noi anche se non c'è nessun altro e in questo senso la solitudine (temporanea, ricercata, emancipata o semplicemente capitata) non può farci che bene.
C'è chi lo fa per scelta e chi lo fa perché gli capita, ma è un esperienza che accomuna tutto il genere umano ed è bene trarrne i giusti insegnamenti.
C'è un'espressione "si nasce soli e si muore soli", credo che stia a indicare il fatto che malgrado noi si sia animali sociali, e duque strettamente vincolati agli altri, nei momenti più importanti della nostra vita dobbiamo cavarcela facendo affidamento unicamente sulle nostre forze.
Ecco perché è importante sperimentare la solitudine e cercare nella solitudine quel contatto prezioso con la nostra interiorità che ci sosterrà quando necessariamente dovremo farcela da soli.
I neonati devono imparare a percepirsi come entità distinte dalla madre (o da chi li accudisce), noi dobbiamo imparare a percepirci come entità autosufficienti, dobbiamo imparare a volerci bene nel senso più profondo, dobbiamo dialogare con noi stessi, prenderci i nostri spazi, senza timore di restare soli, perché in ogni momento avremo il nostro io interiore su cui poter contare. Crescere è anche questo, è la capacità di prenderci cura di noi anche se non c'è nessun altro e in questo senso la solitudine (temporanea, ricercata, emancipata o semplicemente capitata) non può farci che bene.
domenica 4 marzo 2012
La verità è che non ce la faccio proprio ad essere azzurra quando sto vicino ai miei genitori.
Mi innervosisce sentire la loro costante preoccupazione e disapprovazione. Avverto sotto la superficie amorevole che sono scontenti di me, delle mie scelte e quindi mi innervosisco e vorrei urlare che io invece sono contentissima di me e delle mie scelte, ma so che le mie urla resterebbero inascoltate e poiché un albero che cade senza essere visto in realtà non è caduto, taccio.
Mi innervosisce sentire la loro costante preoccupazione e disapprovazione. Avverto sotto la superficie amorevole che sono scontenti di me, delle mie scelte e quindi mi innervosisco e vorrei urlare che io invece sono contentissima di me e delle mie scelte, ma so che le mie urla resterebbero inascoltate e poiché un albero che cade senza essere visto in realtà non è caduto, taccio.
Errando vado
Una fucina di sbagli
mi forgia errore dopo errore
Solo io col mio errare
procedendo da ognuno apprendo
giovedì 1 marzo 2012
Logica, retorica, estetica
Trovo che nella vita ci sia bisogno di apprendere tre materie che purtropo a scuola nessuno insegna più: logica, retorica ed estetica. Nessuno lo fa ed è un vero peccato.
Perché insegnare la logica?
Perché permetterebbe a molte persone di iniziare a far funzionare il cervello in modo coerente. Eviteremmo in tal modo di scontrarci con l'ottusità di certi impiegati e burocrati (non tutti per fortuna), potremmo ragionare certi che il nostro interlocutore segua il nostro percorso mentale e potremmo ipotizzare che le scelte fatte abbiano un loro fondamento logico e che qualora questo mancasse, facendolo notare si possa ottenere un cambiamento di rotta.
In un mondo dove la logica fosse più rigorosa i napoletani non riufiuterebbero più di avere discariche perché capirebbero che senza le discariche la spazzatura finirebbe nelle strade e davanti le scuole, il che è peggio, la spazzatura non verrebbe più bruciata perché capirebbero che se la si brucia si liberano sostanze tossiche nell'aria e poiché noi respiriamo ciò non è bene, ecc... i leghisti invece capirebbero che un'eccessiva chiusura al diverso non è attuabile in una società multietnica (come sta diventando la nostra) e si adopererebbero per un'integrazione intelligente, dove gli immigrati operosi sarebbero integrati in modo corretto nel sistema lavorativo italiano e quelli delinquenti verrebbero sbattuti in carcere e mandati a casa (insomma, quel che ora molti leghisti vorrebbero fare con tutti gli immigrati). Inoltre al nord e al sud i lavori verrebbero svolti in modo organizzato, si sarebbe più efficienti, ecc...
Perché insegnare la retorica?
Perché anche se la logica permette di mettere ordine nei pensieri è giusto avere un buon mezzo per esporli. Si deve apprendere il modo corretto di esporre un'idea, di difenderla, di pubblicizzarla. Sì, di pubblicizzarla, perché se io credo in una determinata idea voglio che anche altri mi seguano, allora è bene che io sappia metterne in rilievo gli aspetti positivi. La retorica permetterebbe di evitare le risse verbali che si vedono in TV dove ognuno salta sopra agli altri senza nemmeno lasciar loro concludere un pensiero perché la retorica prevede che si contesti DOPO aver ascoltato, smontando il pensiero dell'avversario! La retorica contribuirebbe anche allo sviluppo di pensieri migliori, perché la corretta esposizione del mio punto di vista e di quello di chi la pensa differentemente da me permetterebbe a chi ascolta di sviluppare idee intermedie che sfruttano i punti forti di entrambe le posizioni.
Perché insegnare l'estetica?
Perché la ricerca del bello è insita nella natura umana e vivere nell'assenza di bello ci degrada. Abbiamo bisogno di vivere in ambienti stimolanti, dobbiamo imparare ad apprezzare un buon cibo, un bel film, una poesia commovente, una musica armoniosa, un quadro, un oggetto di arredamento, un corpo belli. Dobbiamo imparare a riconoscere il bello dal non bello, perché solo questa distinzione ci farà capire cosa val la pena di inseguire e cosa no, quali modelli sono dettati dalla moda e quali dall'estetica. L'estetica a modo suo ci renderebbe liberi e migliori, senza contare che la contemplazione del bello e il suo riconoscimento apre la mente e l'anima. Come il nostro cervello ha bisogno di logica per funzionare a dovere, così ha bisogno di creatività per inventare nuove forme e lo studio dell'estetica ci può aiutare anche a sviluppare la creatività perché strettamente legato al lato creativo che è presente in tutti noi.
Perché insegnare la logica?
Perché permetterebbe a molte persone di iniziare a far funzionare il cervello in modo coerente. Eviteremmo in tal modo di scontrarci con l'ottusità di certi impiegati e burocrati (non tutti per fortuna), potremmo ragionare certi che il nostro interlocutore segua il nostro percorso mentale e potremmo ipotizzare che le scelte fatte abbiano un loro fondamento logico e che qualora questo mancasse, facendolo notare si possa ottenere un cambiamento di rotta.
In un mondo dove la logica fosse più rigorosa i napoletani non riufiuterebbero più di avere discariche perché capirebbero che senza le discariche la spazzatura finirebbe nelle strade e davanti le scuole, il che è peggio, la spazzatura non verrebbe più bruciata perché capirebbero che se la si brucia si liberano sostanze tossiche nell'aria e poiché noi respiriamo ciò non è bene, ecc... i leghisti invece capirebbero che un'eccessiva chiusura al diverso non è attuabile in una società multietnica (come sta diventando la nostra) e si adopererebbero per un'integrazione intelligente, dove gli immigrati operosi sarebbero integrati in modo corretto nel sistema lavorativo italiano e quelli delinquenti verrebbero sbattuti in carcere e mandati a casa (insomma, quel che ora molti leghisti vorrebbero fare con tutti gli immigrati). Inoltre al nord e al sud i lavori verrebbero svolti in modo organizzato, si sarebbe più efficienti, ecc...
Perché insegnare la retorica?
Perché anche se la logica permette di mettere ordine nei pensieri è giusto avere un buon mezzo per esporli. Si deve apprendere il modo corretto di esporre un'idea, di difenderla, di pubblicizzarla. Sì, di pubblicizzarla, perché se io credo in una determinata idea voglio che anche altri mi seguano, allora è bene che io sappia metterne in rilievo gli aspetti positivi. La retorica permetterebbe di evitare le risse verbali che si vedono in TV dove ognuno salta sopra agli altri senza nemmeno lasciar loro concludere un pensiero perché la retorica prevede che si contesti DOPO aver ascoltato, smontando il pensiero dell'avversario! La retorica contribuirebbe anche allo sviluppo di pensieri migliori, perché la corretta esposizione del mio punto di vista e di quello di chi la pensa differentemente da me permetterebbe a chi ascolta di sviluppare idee intermedie che sfruttano i punti forti di entrambe le posizioni.
Perché insegnare l'estetica?
Perché la ricerca del bello è insita nella natura umana e vivere nell'assenza di bello ci degrada. Abbiamo bisogno di vivere in ambienti stimolanti, dobbiamo imparare ad apprezzare un buon cibo, un bel film, una poesia commovente, una musica armoniosa, un quadro, un oggetto di arredamento, un corpo belli. Dobbiamo imparare a riconoscere il bello dal non bello, perché solo questa distinzione ci farà capire cosa val la pena di inseguire e cosa no, quali modelli sono dettati dalla moda e quali dall'estetica. L'estetica a modo suo ci renderebbe liberi e migliori, senza contare che la contemplazione del bello e il suo riconoscimento apre la mente e l'anima. Come il nostro cervello ha bisogno di logica per funzionare a dovere, così ha bisogno di creatività per inventare nuove forme e lo studio dell'estetica ci può aiutare anche a sviluppare la creatività perché strettamente legato al lato creativo che è presente in tutti noi.
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